Conciliazione vita-lavoro

Diritti, congedi parentali, congedi di maternità, congedi di paternità, assistenza ai bambini, benefit, accordi per gli orari di lavoro, forme di lavoro flessibile, flessibilità nel mercato del lavoro, congedi specifici, …

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Strumenti di conciliazione 

Le misure per raggiungere la conciliazione sono rappresentate da congedi parentale, congedi di maternità, congedi di paternità, assistenza ai bambini, benefit, accordi per gli orari di lavoro, forme di lavoro flessibile, flessibilità nel mercato del lavoro, congedi specifici, ecc …

Congedi

Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, aggiornato, da ultimo, con le modifiche apportate dal d.lgs. 15 giugno 2015, n. 80 e, successivamente, dalla L. 7 agosto 2015, n. 124.

Congedi parentali

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Il congedo parentale (ex astensione facoltativa) consiste nel diritto spettante sia alla madre e sia al padre di godere di un periodo di dieci mesi di astensione dal lavoro da ripartire tra i due genitori e da fruire nei primi dodici anni di vita del bambino. Il congedo parentale spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto in quanto disoccupato o lavoratore autonomo.

Congedo di maternità

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La durata complessiva dell’astensione obbligatoria è di 5 mesi: 2 mesi precedenti la data presunta per il parto e 3 mesi successivi al parto.

La lavoratrice può assentarsi dal lavoro fino ad 1 mese prima della data presunta del parto, portando a 4 i mesi di congedo successivi al parto presentando domanda al Datore e all’Inps.

Congedo di paternità

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Padre lavoratore in alternativa alla madre (naturalmente destinataria dell’astensione obbligatoria) soltanto nelle seguenti ipotesi:

  • Morte o grave infermità della madre;
  • Abbandono del bambino da parte della madre;
  • Affidamento del bambino al padre in via esclusiva.

Riposi per allattamento

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Spettano in prima persona alla madre lavoratrice dipendente o al padre lavoratore dipendente se e solo se:

  • La madre lavoratrice dipendente non se ne avvale, ma la stessa non deve essere in astensione obbligatoria o facoltativa;
  • In caso di morte o grave infermità della madre;
  • Il figlio sia affidato al padre;
  • Qualora la madre non sia una lavoratrice dipendente (es. lavoratrice autonoma).

Congedi per malattia del figlio

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Spettano sia alla madre che al padre; entrambi i genitori mantengono un autonomo diritto alla fruizione del congedo indipendentemente dall’esistenza o meno dello stesso diritto in capo all’altro genitore.

Genitori adottivi o affidatari

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Art. 2, commi 452 – 456, legge 24 dicembre 2007 n. 244 (finanziaria 2008). Congedo di maternità/paternità e congedo parentale in caso di adozioni e affidamenti: sostituzione degli artt. 26, 31, 36 ed abrogazione degli artt. 27 e 37 del d.lgs. 151/2001 ( t.u. della maternità / paternità)

  • In caso di adozione o affidamento nazionale di minore di cui alla legge 184/1983 il congedo di maternità spetta per i 5 mesi successivi all’effettivo ingresso in famiglia del minore adottato o affidato preadottivamente nonché per il giorno dell’ingresso stesso.
  • Per le adozioni o gli affidamenti preadottivi internazionali di cui alla legge 184/1983 il congedo spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso in Italia del minore adottato o affidato nonché per il giorno dell’ingresso in Italia. Fermo restando il periodo complessivo di 5 mesi, il periodo di congedo può essere fruito, anche parzialmente, prima dell’ingresso in Italia del minore.

Congedi o permessi per handicap gravi

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Il lavoratore maggiorenne in situazioni di disabilità grave (accertata da apposita commissione di cui all’articolo 4 della legge 104/92) può usufruire alternativamente:

  • di 2 ore di permesso giornaliere retribuito;
  • o di 3 giorni di permesso mensile retribuito, fruibile anche in maniera continuativa o frazionabili ad ore (v. Messaggio Inps n. 16866/ 2007).

Congedi e permessi per motivi personali

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Per il diritto alla cura e alla formazion , la legge n. 53/2000, altre a ricomprendere i congedi per la maternità e paternità poi rivisti in maniera puntuale dal d.lgs. n. 151/2001, prevede la possibilità per i lavoratori di fruire di permessi e di congedi per motivi personali specificatamente previsti.

Congedo non retribuito per gravi motivi familiari

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I lavoratori dipendenti pubblici e privati possono chiedere un periodo di congedo per gravi motivi sia personali che familiari relativamente:

  • ai componenti della famiglia anagrafica; per famiglia anagrafica s’intende < un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozioni, tutela, oppure legate da vincoli affettivi, coabitanti e aventi dimora abituale nello stesso comune>;
  • ai familiari anche non conviventi per i quali, ai sensi dell’art. 433 del c.c., si ha l’obbligo di prestare alimenti (coniuge; figli legittimi, naturali o adottivi e , in loro mancanza, i discendenti prossimi, anche naturali; genitori naturali e adottivi e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi; generi e nuore; suoceri; fratelli) ;
  • ai parenti e affini entro il terzo grado portatori di handicap anche non conviventi.

Congedo straordinario e tutele speciali per i lavoratori e familiari con malattie oncologiche

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Per i lavoratori affetti da malattie oncologiche è prevista un agenerale incentivazione della flessibilità della loro prestazione lavorativa, mediante il diritto a svolgere prestazioni di lavoro e tempo parziale al fine di conciliare esigenze di cura e mantenimento del posto di lavoro oltre ad essere garantito un periodo di comporto (periodi di conservazione del posto di lavoro nel corso del quale  il datore di lavoro non può licenziare il lavoratore malato).

Congedo per formazione

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Il dipendente può chiedere, per documentati motivi di studio, un periodo di congedo continuativo o frazionato, non superiore a due anni, in conformità a quanto disposto dall’art. 4, commi 2 e 4, della legge 53/2000.

Part Time

Il rapporto di lavoro a tempo parziale ( o part – time) si differenzia dal rapporto di lavoro a tempo pieno per la riduzione dell’orario di lavoro: il lavoratore part-time rispetterà tutte le norme relative al contratto di lavoro e il datore di lavoro gli riconoscerà tutti i diritti che gli spettano per contratto.

La trasformazione del rapporto deve essere consensuale. Tale accordo: si conclude tra azienda e lavoratore; può avvenire al momento dell’assunzione o duarante il rapporto di lavoro ( per ridurre l’orario di lavoro inizialmente a tempo pieno); prevede una retribuzione uguale a quella dei lavoratori a tempo pieno di pari inquadramento, ma ridotta in relazione all’orario di lavoro.

Tempo flessibile

La flessibilità individuale legata agli orari di lavoro permette al singolo lavoratore di variare la presenza in azienda attraverso regole predefinite, su base giornaliera, settimanale, mensile o annuale.

Job sharing

Il lavoro ripartito, o job sharing, è quel contratto di lavoro che consente di far condividere a due lavoratori il medesimo posto di valoro verso il quale entrambi i lavoratori si obbligano in solido, ovvero personalmente e direttamente, all’adempimento di un’unica e identica obbligazione lavorativa.

Telelavoro

Il telelavoro è una forma di organizzazione e svolgimento del lavoro che, attraverso l’uso di tecnologie informatiche, consente di svolgere l’attività lavorativa al di fuori dei locali dell’impresa.

Dal punto di vista dell’azienda, può essere uno strumento di modernizzazione nell’organizzazione del lavoro.

Dal punto di vista del lavoratore, può essere uno strumento per conciliare vita privata e vita professionale in momenti particolari del ciclo della vita.

Smart Working

Lo smart working è una < modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno senza un apostazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva>.

Progetto di vita per i giovani

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L’Università di Verona – ufficio orientamento al lavoro e progetto di vita cattolica per i giovani mettono a disposizione un servizio gratuito di consulenza personalizzato che permette di valutare le risorse e il proprio profilo per accompagnare l’individuo nelle scelte professi

Organismi di parità

Rete delle consigliere di parità: nazionale – regionale – provinciale :

Si occupa della promozione delle politiche di pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro e svolgono funbzioni di controllo, di garanzia e di legittimazione in giudizio contro le discriminazioni e nel lavoro. Le funzioni della rete sono molteplici e tra queste vi è la necessità di scambio di informazioni, di esperienze, di metodologie operative e di buone prassi. L’obiettivo è quello di rafforzare le competenze ed il lavoro svolto dalle consigliere, accrescendo l’efficacia della loro azione, supportando e valorizzando le iniziative provinciali.

Consigliera di parità provinciale:

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CONSIGLIERA DI PARITA’ – “L’ ABC DELLE PARI OPPORTUNITA’ TRA DONNE E UOMINI”  clicca QUI

La Consigliera di parità intraprende ogni utile iniziativa, nell’ambito delle competenze dello Stato, ai fini del rispetto del principio di non discriminazion ee della promozione di pari opportunità per lavoratori e lavoratrici. Sono nominate una Consigliera di parità effettiva e una supplente a livello nazionale, regionale e provinciale e devono possedere requisiti di specifica e comprovata competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, parità e pari opportunità, nonché mercato del lavoro. Ha anche funzioni relative al contenzioso in sede conciliativa  e giudiziale.

Dipartimento per le pari opportunità:

Cura le iniziative in materia di prevenzione, assitenza e tutela dei minori dallo sfruttamento e dall’abuso sessuale nonché a quelle per il contrasto ai fenomeni di pedofilia e della pornografia minorile; attua gli interventi afferenti le tematiche della tratta degli esseri umani. In materia di pari opportunità, provvede all’adozione delle iniziative di studio, analisi ed elaborazione progettuale inerenti alle problematiche della parità di genere anche attraverso la formulazione di pareri e consulenze.

Commissione nazionale per la parità e pari opportunità uomo-donna:

Formula proposte al ministro per l’elaborazione delle modifiche normative necessarie a rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, fornendo elementi informativi, utili ai fini della predisposizione degli atti normativi. Cura la raccolta, l’analisi e l’elaborazione di dati allo scopo di verificare lo stato di attuazione delle politiche di pari opportunità nei vari settori della vita politica, economica e sociale e di segnalare le iniziative opportune.

C0mitato nazionale di parità:

Il Comitato promuove nell’ambito della competenza statale, la rimozione delle discriminazioni e di ogni altro ostacolo che limiti, di fatto, l’uguaglianza tra uomo e donna nell’accesso al lavoro, nella promozione e nella formazione professionale, nelle condizioni di lavoro compresa la retribuzione, nonché in relazione alle forme pensionistiche complementari.

Comitato per l’imprenditoria femminile:

Si occupa del sostegno e dello sviluppo dell’occupazione e dell’imprenditorialità delle donne, attraverso azioni di informazione, promozione e specifici servizi di sostegno e accompagnamento, avvalendosi di un sistema di collaborazione sinergica con le associazioni di categoria impegnate nella promozione dell’imprenditoria femminile.

Commissioni di parità:

La Commissione svolge e promuove indagini e ricerche sulla condizione femminile nella regione e diffonde le conoscenze sulla legislazione, le tematiche e le politiche di parità e pari opportunità attraverso convegni, seminari, conferenze, studi e ricerche, pubblicazioni, borse di studio. Collabora e tiene i contatti con organismi di parità, uffici ed enti regionali, nazionali ed internazionali. Ha ruolo consultivo e propositivo sugli atti amministrativi e legislativi che riguardano la condizione femminile, esprimendo pareri e valutazioni sull’attuazione di leggi e normative regionali, nazionali ed internazionali ed eventualmente formulando proposte di adeguamento.

Comitati pari opportunità:

Lavorano per prevenire e battere le discriminazioni dovutre non soltanto al genere, ma anche all’età, alla disabilità, all’origine etnica, alla lingua, alla razza, e , per la prima volta, all’orientamento sessuale. Una tutela che comprende, il trattamento economico, le progressioni in carriera, la sicurezza e che viene estesa all’accesso al lavoro.

CUG:

Contrasta le disparità nell’accesso al lavoro, nella progressione e nello svolgimento dell’attività lavorativa promuovendo una cultura della differenza per l’affermazione di una cultura organizzativa orientata al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e al superamento degli stereotipi ad esse collegati. Volto a favorire la diversificazione delle scelte professionali delle donne superando la distribuzione del lavoro in base al genere e/o alla disabilità, che provoca effetti negativi. Cerca di sostenere la conciliazione lavoro – famiglia al fine di dar origine a una migliore ripartizione tra i sessi.

 

Associazioni, enti e realtà territoriali