#ambiente Un Green Deal Europeo

16 Gennaio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è stato presentato il 14 gennaio 2020 e mobiliterà i fondi dell’UE e agevolerà investimenti pubblici e privati, avvalendosi di InvestEu, con l’obiettivo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva.

Cos’è il Green Deal Europeo

Il piano di investimenti ha quattro obiettivi fondamentali:

Diventare climaticamente neutra entro il 2050
Proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento : verrà adottata una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale dell’inquinamento.
Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti : verranno proposti un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, e una strategia per la biodiversità. Quest’ultima sarà finalizzata a ridurre la perdita della biodiversità e a proteggere il lavoro fondamentale degli agricoltori europei.
Contribuire a una transizione giusta e inclusiva : poiché non tutte le regioni europee e gli Stati Membri partono dallo stesso punto, sarà necessario offrire ad alcuni un sostegno maggiore. Il Meccanismo per una Transazione Giusta si avvarrà di tre fonti di finanziamento: un “Fondo per la transizione equa” per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE e che concederà principalmente sovvenzioni alle regioni sostenendo PMI e lavoratori, un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

L’UE come leader mondiale , cos’è stato fatto finora e cosa succederà nel futuro.

L’UE è l’unica grande economia del mondo ad aver istituito un quadro legislativo in tutti i settori dell’economia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e tra il 1990 e il 2018, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 23 %, mentre l’economia è cresciuta del 61 %.

Di recente , inoltre l’UE ha adottato delle norme finalizzate a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso, che rappresenta il 70 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee.

Sulla base dell’accordo di Parigi, fondamentale per la lotta al cambiamento climatico, l’UE si pone ora come obiettivo quello di lavorare per una soluzione a livello mondiale, utilizzando a diplomazia, gli scambi e la cooperazione allo sviluppo per promuovere l’azione per il clima.

A riguardo l’UE ha, per il futuro, i seguenti obiettivi fondamentali:

– Collaborare con l’Africa al fine di porre il tema del clima e dell’ambiente al centro delle nostre relazioni; – dopo il vertice di Poznan istituire un’agenda verde per i Balcani occidentali che rispecchi il Green Deal;
– istituire partenariati in materia di ambiente, energia e clima con il partenariato orientale e il vicinato meridionale;
– instaurare Alleanze verdi con paesi e regioni partner dell’America latina, dei Caraibi, dell’Asia e del Pacifico.

Fonti

NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; UN GREEN DEAL EUROPEO

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Il Fenomeno della dispersione scolastica

28 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

L’iniziativa

Vi invitiamo a partecipare al convegno dal titolo “Il fenomeno della dispersione scolastica – proposte per contrastare il problema” organizzato dalla Provincia di Verona/Europe Direct Verona in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Verona, che si terrà  giovedì 5 dicembre p.v. dalle 15 alle 18 in Loggia di Fra’ Giocondo (Piazza dei Signori – Verona).

L’evento è inserito in progetto più ampio riguardante la problematica dei NEET, ovvero dei giovani che non studiano non lavorano e non seguono una formazione, e si focalizzerà su uno degli elementi scatenanti del fenomeno, ovvero la dispersione scolastica. Secondo i dati Eurostat nel 2018 i giovani NEET italiani erano quasi il doppio della media europea, quindi, nonostante il Veneto sia una delle Regioni con minor tasso di abbandono scolastico, rimane la necessità di affrontare questa problematica con professionisti del settore.

L’evento è diretto principalmente agli insegnanti, agli educatori, ai professionisti della formazione, ma anche ai rappresententi di classe e di istituto delle scuole veronesi.

Il convegno si svilupperà, dopo i saluti istituzionali,  con una introduzione all’argomento, per poi trattare le sue problematicità e l’impatto che ha sui giovani e le giovani a livello locale. Verrà poi esposto come la dispersione è affrontata anche a livello europeo. Nella seconda parte si analizzeranno possibili soluzioni trattando anche “Garanzia Giovani”, piano dell’UE contro la disoccupazione gestito da Veneto Lavoro, e la best practice di una realtà del nostro territorio che si è impegnata nel concreto per arginare il fenomeno. Concluderà l’iniziativa la presentazione di approcci al problema da utilizzare concretamente a scuola.  

Seguirà l’intervento da parte del pubblico.

Interverranno

DAVID DI MICHELE – Vice Presidente Provincia di Verona

ALBINO BARRESI – Provveditorato agli studi di Verona

VALERIA FANTINI – Europe Direct Verona

FRANCESCO SUSCA – Veneto Lavoro

MICHELE ORLANDO – Cooperativa Servizi Assistenziali C.S.A

DONATO DE SILVESTRI -Università di Verona, ISSR

modera GIOVANNI CHEMELLO -Provincia di Verona

L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

Per ragioni organizzative vi invitiamo gentilmente alla preventiva registrazione al seguente link: http://bit.ly/IscrizioneConvegno_

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

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