L’EUROPA ATTORNO A NOI

13 Maggio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Giovani, Notizie

Abbiamo realizzato “l’Europa attorno a noi”, una serie di video sull’Unione Europea, la sua storia, i diritti e valori fondamentali e le Istituzioni. La serie è diretta sia agli studenti delle scuole superiori che a tutti i cittadini e le cittadine che vogliono conoscere un po’ di più l’Unione Europea.

Il primo video, uscito per la festa dell’Europa 2020, si chiama “La storia dell’UE in quattro punti” e riguarda il percorso storico dell’UE, dalla sua nascita ai giorni della Pandemia, visto però in quattro concetti chiave: la pace, una storia in divenire, un’Unione unita nella diversità e i progetti ambiziosi dell’UE.

#Europeday#Unioneeuropea

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#COVID-19: La Commissione Europea potenzia su tutti i fronti la sua azione di contrasto all’epidemia di Coronavirus.

11 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Dopo aver preso parte alla videoconferenza con i leader UE, la Presidente Von Der Leyen ha annunciato una serie di nuove misure per potenziare la risposta dell’Unione al Coronavirus su tutti i fronti. La Presidente Von Der Leyen ha dichiarato: “la crisi che stiamo affrontando a causa del Coronavirus ha sia una dimensione umana significativa, sia, potenzialmente, un forte impatto economico. Per questo è essenziale agire, collettivamente e con decisione, per contenere la diffusione del virus, aiutare i pazienti e per contrastare la ricaduta economica”. Ieri la Presidente Von Der Leyen ha telefonato al Premier Conte per esprimere la solidarietà dell’UE al popolo italiano e continuerà a confrontarsi con le autorità italiane in merito a misure specifiche da adottare per supportare il Paese. A livello UE la Commissione ha mobilitato 140 milioni di euro di risorse finanziarie, pubbliche e private, destinate a ricerca su vaccini, diagnosi e trattamenti. 

La Commissione, inoltre, rafforzerà il suo ruolo di coordinamento e terrà contatti giornalieri con i Ministri della Salute e dell’Interno dei vari Stati Membri, per poter discutere tutte le misure necessarie. Oltre a ciò, si sta facendo il punto sia rispetto alla disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e apparecchi respiratori, sia rispetto alla capacità di produzione e distribuzione degli stessi. A tal fine, il Commissario Breton ha tenuto una videoconferenza con rappresentanti ad alto livello di grosse aziende UE produttrici di Dispositivi di Protezione Individuale, i quali hanno espresso la propria volontà di incrementarne la produzione, in modo da far fronte alla domanda sempre crescente. La prossima settimana si terrà una videoconferenza di aggiornamento rispetto a questo. 

Sul fronte economico, la Commissione istituirà un piano di investimenti in risposta al Coronavirus con lo scopo di canalizzare 25 miliardi di euro nel supporto diretto di sistemi sanitari nazionali,  PMI, mercati del lavoro e delle aree più vulnerabili dell’economia UE. Questa misura diminuirà la pressione dall’industria aeronautica, in particolare con riferimento alle compagnie aeree più piccole. Sono disponibili online un comunicato stampa con la lista di tutte le misure e una pagina web dedicata agli interventi dell’UE per l’epidemia di Coronavirus.

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#Brexit A breve l’inizio dei negoziati Futuro partenariato UE-Regno Unito

3 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“È ora di mettersi al lavoro, il tempo stringe. Negozieremo con spirito di equità e in trasparenza, ma fino all’ultimo difenderemo gli interessi dell’UE e gli interessi dei nostri cittadini.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il contesto

Il 31 gennaio 2020 si è “ufficializzata” la Brexit, ovvero il Regno Unito è ufficialmente uscito dall’Unione europea. Le modalità del recesso stabilite dall’accordo prevedono un periodo di transizione durante il quale il diritto dell’Unione continua ad applicarsi al Regno Unito, almeno fino al 31 dicembre 2020.

La raccomandazione della Commissione europea

La Commissione europea ha adottato il 3 febbraio 2020 una raccomandazione rivolta al Consiglio dell’UE per autorizzare la Commissione stessa ad avviare formalmente i negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito.

La raccomandazione trova la sua base nella dichiarazione politica approvata dall’UE e dal Regno Unito nell’ottobre 2019, nonché sugli orientamenti del Consiglio europeo (Articolo 50) sulle future relazioni UE-Regno Unito. Il Consiglio europeo, formato dai leader politici dei 27 stati membri e atto a formare le linee guida politiche dell’Unione, aveva infatti espresso la necessità di creare un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito, in particolare negli ambiti di cooperazione commerciale ed economica, lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale, sicurezza, la difesa e la politica estera.

Si può considerare la raccomandazione della Commissione come il primo passo nell’iter negoziale.

La decisione del Consiglio: la Commissione è il negoziatore dell’UE.

Il 25 febbraio, in risposta alla raccomandazione, il Consiglio ha adottato la decisione che autorizza l’avvio di negoziati per un nuovo partenariato con il Regno Unito e che nomina formalmente la Commissione negoziatore dell’UE.

Il Consiglio ha inoltre adottato le direttive di negoziato che costituiscono il mandato della Commissione per i negoziati, delimitandone l’ambito e fissando i termini del futuro partenariato.

In primis, secondo tali direttive, è necessario garantire condizioni di parità per una concorrenza libera e leale tra l’UE ed il Regno Unito. Con riferimento agli ambiti di interesse, i negoziati dovranno occuparsi, oltre che dei sopracitati settori, anche di commercio digitale, proprietà intellettuale, appalti pubblici, mobilità, trasporti , energia, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica.

Le prossime tappe

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

Fonti NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; PRESSCORNER DEL CONSIGLIO

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#Covid19 – Come si sta muovendo l’UE

27 Febbraio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

La Commissione si è attivata su più fronti per ridurre al minimo la diffusione del Coronavirus, con misure specifiche per l’Italia.

Un pacchetto di aiuti di 232 milioni di EUR

Il pacchetto di aiuti, del valore di 232 milioni di euro, sarà destinato a vari settori e sarà in parte disponibile fin da subito ed in parte allocato nei prossimi mesi. Nello specifico i fondi saranno differenziati così:

114 milioni sosterranno l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare il piano globale di preparazione e risposta a livello mondiale, al fine di rafforzare la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e una resilienza limitata.

15 milioni saranno assegnati all’Africa, anche all’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, per sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.

100 milioni per il contenimento e la prevenzione, di cui fino a 90 milioni di partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni per la ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.

3 milioni sono previsti per i voli di rimpatrio dei cittadini dell’UE da Wuhan.

Un piano d’azione coordinata

La Commissione Europea coordina gli stati membri attraverso tre meccanismi chiave : 1. il sistema di allarme rapido e di reazione ; 2. Comitato per la Sicurezza Sanitaria (CSS) 3. il network dei comunicatori del comitato per la sicurezza sanitaria.

Tali strumenti aiutano la cooperazione , il rapido scambio di informazioni e la pianificazione della risposta al Covid-19.

Una particolare attenzione all’Italia è riservata dalla Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides che offre il massimo supporto alle autorità italiane, anche grazie ad una missione congiunta di esperti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità che si recherà in Italia questa settimana.

Fonti : UE Press Corner ; Q&A sul Covid-19

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#ambiente Un Green Deal Europeo

16 Gennaio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è stato presentato il 14 gennaio 2020 e mobiliterà i fondi dell’UE e agevolerà investimenti pubblici e privati, avvalendosi di InvestEu, con l’obiettivo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva.

Cos’è il Green Deal Europeo

Il piano di investimenti ha quattro obiettivi fondamentali:

Diventare climaticamente neutra entro il 2050
Proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento : verrà adottata una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale dell’inquinamento.
Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti : verranno proposti un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, e una strategia per la biodiversità. Quest’ultima sarà finalizzata a ridurre la perdita della biodiversità e a proteggere il lavoro fondamentale degli agricoltori europei.
Contribuire a una transizione giusta e inclusiva : poiché non tutte le regioni europee e gli Stati Membri partono dallo stesso punto, sarà necessario offrire ad alcuni un sostegno maggiore. Il Meccanismo per una Transazione Giusta si avvarrà di tre fonti di finanziamento: un “Fondo per la transizione equa” per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE e che concederà principalmente sovvenzioni alle regioni sostenendo PMI e lavoratori, un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

L’UE come leader mondiale , cos’è stato fatto finora e cosa succederà nel futuro.

L’UE è l’unica grande economia del mondo ad aver istituito un quadro legislativo in tutti i settori dell’economia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e tra il 1990 e il 2018, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 23 %, mentre l’economia è cresciuta del 61 %.

Di recente , inoltre l’UE ha adottato delle norme finalizzate a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso, che rappresenta il 70 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee.

Sulla base dell’accordo di Parigi, fondamentale per la lotta al cambiamento climatico, l’UE si pone ora come obiettivo quello di lavorare per una soluzione a livello mondiale, utilizzando a diplomazia, gli scambi e la cooperazione allo sviluppo per promuovere l’azione per il clima.

A riguardo l’UE ha, per il futuro, i seguenti obiettivi fondamentali:

– Collaborare con l’Africa al fine di porre il tema del clima e dell’ambiente al centro delle nostre relazioni; – dopo il vertice di Poznan istituire un’agenda verde per i Balcani occidentali che rispecchi il Green Deal;
– istituire partenariati in materia di ambiente, energia e clima con il partenariato orientale e il vicinato meridionale;
– instaurare Alleanze verdi con paesi e regioni partner dell’America latina, dei Caraibi, dell’Asia e del Pacifico.

Fonti

NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; UN GREEN DEAL EUROPEO

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Il Fenomeno della dispersione scolastica

28 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

L’iniziativa

Vi invitiamo a partecipare al convegno dal titolo “Il fenomeno della dispersione scolastica – proposte per contrastare il problema” organizzato dalla Provincia di Verona/Europe Direct Verona in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Verona, che si terrà  giovedì 5 dicembre p.v. dalle 15 alle 18 in Loggia di Fra’ Giocondo (Piazza dei Signori – Verona).

L’evento è inserito in progetto più ampio riguardante la problematica dei NEET, ovvero dei giovani che non studiano non lavorano e non seguono una formazione, e si focalizzerà su uno degli elementi scatenanti del fenomeno, ovvero la dispersione scolastica. Secondo i dati Eurostat nel 2018 i giovani NEET italiani erano quasi il doppio della media europea, quindi, nonostante il Veneto sia una delle Regioni con minor tasso di abbandono scolastico, rimane la necessità di affrontare questa problematica con professionisti del settore.

L’evento è diretto principalmente agli insegnanti, agli educatori, ai professionisti della formazione, ma anche ai rappresententi di classe e di istituto delle scuole veronesi.

Il convegno si svilupperà, dopo i saluti istituzionali,  con una introduzione all’argomento, per poi trattare le sue problematicità e l’impatto che ha sui giovani e le giovani a livello locale. Verrà poi esposto come la dispersione è affrontata anche a livello europeo. Nella seconda parte si analizzeranno possibili soluzioni trattando anche “Garanzia Giovani”, piano dell’UE contro la disoccupazione gestito da Veneto Lavoro, e la best practice di una realtà del nostro territorio che si è impegnata nel concreto per arginare il fenomeno. Concluderà l’iniziativa la presentazione di approcci al problema da utilizzare concretamente a scuola.  

Seguirà l’intervento da parte del pubblico.

Interverranno

DAVID DI MICHELE – Vice Presidente Provincia di Verona

ALBINO BARRESI – Provveditorato agli studi di Verona

VALERIA FANTINI – Europe Direct Verona

FRANCESCO SUSCA – Veneto Lavoro

MICHELE ORLANDO – Cooperativa Servizi Assistenziali C.S.A

DONATO DE SILVESTRI -Università di Verona, ISSR

modera GIOVANNI CHEMELLO -Provincia di Verona

L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

Per ragioni organizzative vi invitiamo gentilmente alla preventiva registrazione al seguente link: http://bit.ly/IscrizioneConvegno_

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

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