Il Fenomeno della dispersione scolastica

28 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

L’iniziativa

Vi invitiamo a partecipare al convegno dal titolo “Il fenomeno della dispersione scolastica – proposte per contrastare il problema” organizzato dalla Provincia di Verona/Europe Direct Verona in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Verona, che si terrà  giovedì 5 dicembre p.v. dalle 15 alle 18 in Loggia di Fra’ Giocondo (Piazza dei Signori – Verona).

L’evento è inserito in progetto più ampio riguardante la problematica dei NEET, ovvero dei giovani che non studiano non lavorano e non seguono una formazione, e si focalizzerà su uno degli elementi scatenanti del fenomeno, ovvero la dispersione scolastica. Secondo i dati Eurostat nel 2018 i giovani NEET italiani erano quasi il doppio della media europea, quindi, nonostante il Veneto sia una delle Regioni con minor tasso di abbandono scolastico, rimane la necessità di affrontare questa problematica con professionisti del settore.

L’evento è diretto principalmente agli insegnanti, agli educatori, ai professionisti della formazione, ma anche ai rappresententi di classe e di istituto delle scuole veronesi.

Il convegno si svilupperà, dopo i saluti istituzionali,  con una introduzione all’argomento, per poi trattare le sue problematicità e l’impatto che ha sui giovani e le giovani a livello locale. Verrà poi esposto come la dispersione è affrontata anche a livello europeo. Nella seconda parte si analizzeranno possibili soluzioni trattando anche “Garanzia Giovani”, piano dell’UE contro la disoccupazione gestito da Veneto Lavoro, e la best practice di una realtà del nostro territorio che si è impegnata nel concreto per arginare il fenomeno. Concluderà l’iniziativa la presentazione di approcci al problema da utilizzare concretamente a scuola.  

Seguirà l’intervento da parte del pubblico.

Interverranno

DAVID DI MICHELE – Vice Presidente Provincia di Verona

ALBINO BARRESI – Provveditorato agli studi di Verona

VALERIA FANTINI – Europe Direct Verona

FRANCESCO SUSCA – Veneto Lavoro

MICHELE ORLANDO – Cooperativa Servizi Assistenziali C.S.A

DONATO DE SILVESTRI -Università di Verona, ISSR

modera GIOVANNI CHEMELLO -Provincia di Verona

L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

Per ragioni organizzative vi invitiamo gentilmente alla preventiva registrazione al seguente link: http://bit.ly/IscrizioneConvegno_

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

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9 Nov. 1989 – 30 anni dalla caduta del muri di Berlino

11 Novembre 2019 | Posted in Notizie, Senza categoria

Scendendo in piazza nell’autunno 1989, le persone rischiarono la propria libertà per conquistare la libertà di tutti. Il loro coraggio ha demolito muri, la loro coesione ha ispirato l’Europa e il mondo, la loro rivoluzione pacifica ha scritto la Storia. Hanno ricucito la frattura di questo continente diviso dalla guerra, ne hanno riconciliato la storia con la geografia.
Quelle persone hanno fatto la Storia anziché subirla. Grazie a loro, un’intera generazione di giovani europee ed europei conosce soltanto una vita fatta di pace e libertà, un’Europa in cui possiamo viaggiare, vivere, amare attraverso le frontiere.
Il 9 novembre è una data che resterà per sempre impressa nella mia memoria anche per motivi personali. Dopo un grave incidente stradale e tre settimane di coma, mi risvegliai proprio il 9 novembre 1989 e alla televisione vidi le immagini della caduta del Muro: una sensazione indescrivibile, una pietra miliare nella politica mondiale e l’inizio di una vita nuova, per il nostro continente europeo e per me
personalmente.
Il 9 novembre 1989 è e resterà un momento decisivo della storia dell’Europa, ma allo stesso tempo ci indica la via da seguire: essere oggi altrettanto determinati dei nostri concittadini di allora nella difesa di una società libera e democratica in Europa.

– Dichiarazione del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker in occasione del trentennale della rivoluzione pacifica del 9 novembre 1989
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Opportunità – Corpo Europeo Di Solidarietà

6 Novembre 2019 | Posted in Giovani, Notizie, Opportunità

Corpo Europeo di Solidarietà in Georgia sull’integrazione sociale dei giovani e la promozione dei diritti umani

L’associazione Eurobox è alla ricerca di un volontario/a interessato a partire per un progetto del Corpo Europeo di Solidarietà in Georgia sull’integrazione sociale dei giovani e la promozione dei diritti umani.

Durata: 9 mesi

Dove: Tbilisi, Georgia

Destinatari: 1 volontario 18-30 anni

Quando: dal novembre (date flessibili) al 1°luglio 2020

Per maggiori informazioni visita il sito di Scambieuropei

Corpo Europeo di Solidarietà a Pamplona a carattere socio-educativo in un centro di riabilitazione da dipendenze

L’ associazione di accoglienza Fundación Hombre Navarra (FPHN), un’organizzazione senza scopo di lucro spagnola, cerca un volontario per un ESC a Pamplona a carattere socio-educativo in un centro di riabilitazione da dipendenze.

Durata: 12 mesi

Dove: Pamplona, Spagna

Quando:

I Flusso: tra gennaio e febbraio 2020

II Flusso: Aprile 20120

Per maggiori informazioni visita il sito di Scambieurope

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Ambiente – Oceani più puliti con l’UE

5 Novembre 2019 | Posted in Notizie

Dal 2014 ogni anno hanno luogo le conferenze “Il nostro oceano” (Our Ocean), che hanno come obiettivo quello di ricercare ed individuare soluzioni per affrontare le problematiche più significative riguardanti gli oceani, ovvero tutela dell’ambiente marino, inquinamento marino, effetti dei cambiamenti climatici e pesca sostenibile.

Quella di quest’anno si è tenuta a Oslo la scorsa settimana e, in questo contesto, l’UE ha preso 22 nuovi impegni per oceani puliti, in buona salute e sicuri, tali impegni, nello specifico fanno riferimento a 5 macro obiettivi:
• Sostenere la ricerca sugli oceani;
• Lottare contro l’inquinamento marino;
• Promuovere l’economia blu e l’innovazione;
• Unire le forze in tutto il mondo per ottenere maggiori risultati;
• Capire i cambiamenti climatici e adattarvisi.
La conferenza ha inoltre lanciato The Ocean Tracker, un sistema di monitoraggio atto a
seguire gli impegni assunti dai Governi in questo ambito.
Fonti: ec.europa.eu

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Parità – Giornata per la parità retributiva.

4 Novembre 2019 | Posted in Notizie

[Parità] Giornata per la parità retributiva

La trasparenza retributiva, assieme ad altre soluzioni come una ripartizione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne (resa possibile dalla nuova direttiva dell’UE sul congedo parentale e per i prestatori di assistenza) ci aiuterebbe a intervenire sulle cause profonde della disparità retributiva tra uomini e donne. […] Dobbiamo continuare a batterci contro la disparità retributiva tra uomini e donne allo scopo di ottenere una manodopera più efficace e una società più equa

[dichiarazione congiunta di Frans Timmermans, primo vicepresidente, Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori e Věra Jourová, commissaria responsabile per la giustizia, i consumatori e la parità di genere]

La Giornata europea per la parità retributiva cade il 4 novembre: la data è simbolica e sta ad indicare il giorno a partire dal quale le donne cessano di essere remunerate rispetto ai colleghi maschi per lo stesso lavoro.

La Parità Retributiva e l’UE

Per quanto riguarda la parità retributiva, c’è stato un lieve miglioramento (0,2%) rispetto al 2019, ma le donne dell’Unione europea continuano a guadagnare in media il 16% meno degli uomini.
Il divario retributivo è dovuto a diverse cause e fattori: le donne lavorano più di frequente a tempo parziale, nelle aziende spesso si scontrano con il “soffitto di cristallo” causato da stereotipi e discriminazioni, o, spesso, spetta in primis a loro occuparsi della famiglia.
Nel 2017 la Commissione ha avviato un piano d’azione dell’UE per contrastare il divario retributivo di genere, questo, tra l’altro, vuole anche migliorare la trasparenza retributiva, in modo da comprendere al meglio il peso delle varie cause del fenomeno, e poterlo arginare al meglio. Online, si trovano inoltre i risultati della consultazione pubblica, portata avanti dalla Commissione nel febbraio del 2019 e riguardante il funzionamento delle norme europee sulla parità retributiva.

La Parità di genere e l’UE

Trattato CEE 1957 – Art 119 del trattato CEE tutelava le donne come lavoratrici. Con la Comunità Economica Europea, era prevista una tutela per le donne all’Articolo 119 del trattato CEE. Pur presentando dei limiti, in quanto l’articolo riguardava solamente le donne come lavoratrici senza offrire loro una tutela più ampia, è un articolo importante in quanto è stato la base negli anni 70 della sentenza Defrenne.
Anni ’70 – Sentenza Defrenne. La sentenza riconosceva i diritti di una lavoratrice
Belga nei confronti di una compagnia aerea, aprendo la strada per l’implementazione di alcune direttive mirate a proteggere le donne lavoratrici, specificamente a riguardo della parità salariale.
Anni ’80 – 1982 – 1985 varato il primo programma d’azione pluriennale per le
pari opportunità
.
Anni ’90 – Tutela della donne anche in campo economico, sociale e sanitario.
Nel corso degli anni ’90, le donne iniziano a ricevere delle tutele non più solamente in quanto lavoratrici ma anche nella loro sfera sociale economica e sanitaria e nel 1999 viene istituita la Commissione permanente per i diritti delle donne e delle pari opportunità. Molti sostengono che questo cambio di atteggiamento sia in gran parte dovuto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Unione poiché all’epoca erano paesi molto all’avanguardia con riferimento alle pari opportunità.
Anni 2000 – Trattato di Lisbona. Il Trattato sulla Unione Europea, all’articolo 2, considera la parità tra i sessi come uno dei valori fondanti. La parità è anche citata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che all’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione anche sulla base del sesso e all’articolo 23 sancisce la necessità di promuovere la parità di genere in tutti i campi anche se comunque specifica che questo non osta all’adozione di norme o misure che prevedano dei vantaggi specifici al sesso sottorappresentato.
Strategia per la parità tra uomini e donne 2010 – 2015, i cui punti sono stati rinnovati anche nel più recente Impegno strategico della Commissione per la parità di genere (Impegno Strategico a favore della parità di genere 2016-2019).
Questo documento dimostra come la Commissione si sia impegnata in 5 punti chiave: 1. accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantire una pari indipendenza economica per donne e uomini; 2. ridurre il divario di genere in termini di retribuzioni , introiti e pensioni e combattere la povertà tra donne; 3. promuove la parità nel processo decisionale quindi facendo riferimento alla presenza di donne con incarichi di potere nelle imprese; 4. lottare contro la violenza di genere e sostenere le vittime; 5. promuovere la parità di genere e i diritti delle donne in tutto il mondo.
Inoltre questo impegno strategico prevede anche il gender mainstreaming o integrazione di genere. Con questo concetto si intende incorporare questo valore di parità in tutte le politiche portate avanti dall’Unione, non solamente quelle riguardanti questo soggetto nello specifico.

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L’UE e lo sport

12 Giugno 2019 | Posted in Notizie

L’UE e lo sport

Anche lo sport è un settore di responsabilità dell’UE. Le basi di questo nuovo tipo di politica vennero gettate dalla Commissione con il Libro bianco sullo sport del 2007, prima “iniziativa globale”. In esso vi erano previsti vari obiettivi tra cui il rafforzamento del ruolo sociale dello sport, la promozione della salute pubblica attraverso l’attività fisica, il rilancio delle attività di volontariato, lotta contro doping, la corruzione, ecc. 

I tre grandi settori che l’UE ricopre comprendono: il ruolo sociale dello sport; la sua dimensione economica; il quadro politico e giuridico del settore dello sport.

 I Risultati

  1. Evoluzione delle politiche

Grazie all’iniziativa del Libro bianco e il piano d’azione di Pierre de Coubertin nel 2007, l’Unione si è posta degli obiettivi che a piccoli passi nel corso degli anni verranno a realizzarsi. Il concetto di “dimensione europea dello sport”, richiamato nella comunicazione intitolata «Sviluppare la dimensione europea dello sport» della Commissione Europea del Gennaio 2011, evidenzia le potenzialità che lo sport possiede nello sviluppo dei vari obiettivi della strategia Europa 2020. Il piano di lavoro del 2014-2017 venne ampliato, per quanto riguarda quello del 2017-2020, facendo particolare attenzione alla tutela dei minori, alla lotta contro le partite truccate, il doping, la corruzione, l’innovazione dello sport ne mercato digitale e per finire all’inclusione sociale, la sanità, l’ambiente, ed altri.

  1. Programmi d’azione

Erasmus+ contribuisce allo sviluppo dello sport: l’1,8% del bilancio annuale infatti è dedicato alle attività connesse ad esso, con lo scopo di sostenere patti tra diversi enti che collaborano tra loro e eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Il Parlamento europeo ha proposto, nel 2012, l’istituzione della settimana europea dello sport che è volta a incoraggiare i cittadini europei a praticare un’attività fisica, infatti è emerso che il 59% degli europei non ha mai praticato o ha praticato raramente un’attività fisica o sportiva. 

Un’altra priorità dell’UE è inclusione sociale che comporta una priorità nel ruolo dello sport: la Commissione europea agevola lo scambio di pratiche riguardanti l’integrazione dei migranti, attraverso finanziamenti volti a cancellare il divario che è presente nella società di oggi. Un ruolo chiave è quello del calcio in materia di inclusione sociale che, con organi come l’UEFA, aiuta a creare una “mappatura” delle attività a sostegno dell’inclusione sociale dei rifugiati.

Il Parlamento ha affrontato questioni come la parità di genere nello sport, l’integrazione nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale dei rifugiati. Inoltre è attivo nella lotta alle partite truccate e alla corruzione nello sport. L’importanza dello sport nel settore del turismo venne riconosciuto dal Parlamento europeo come una opportunità per richiamare turisti da regioni periferiche grazie a numerosi eventi sportivi.

Articolo scelto ed elaborato da Matteo Tognella, in Alternanza Scuola-Lavoro presso Europe Direct Verona, in occasione del Giro d’Italia 2019

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#Europee2019 – tutto quello che c’è da sapere

25 Maggio 2019 | Posted in Notizie

Le Elezioni

Il 26 maggio 2019 i cittadini saranno chiamati ad esercitare il proprio diritto di voto per eleggere i deputati che comporranno il Parlamento europeo per i prossimi 5 anni e che potranno rappresentare i loro interessi in Europa. 

I deputati saranno eletti secondo i sistemi elettorali nazionali, che devono, però, osservare alcune disposizioni comuni stabilite dal diritto dell’UE come la rappresentanza proporzionale. L’Italia, a cui spettano 73 seggi in Parlamento, costituisce un collegio unico ripartito in cinque circoscrizioni e Verona e il Veneto fanno parte della Circoscrizione II dell’Italia Nord-Orientale, insieme a Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.

Secondo i dati gentilmente forniteci dall’Osservatorio Elettorale del Consiglio Regionale del Veneto, nelle ultime elezioni europee, nel 2014, ha votato il 65,4% degli elettori della provincia nostrana – circa l’8% in meno rispetto al 2009 – i quali hanno dato le loro preferenze a Partito Democratico (34,9%), Lega Nord (19,6%) e Movimento 5 Stelle (19,1%).

l voto di lista si esprime tracciando sulla scheda un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. È possibile esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata, ma deve essere rispettata la parità di genere.

Il Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale, è la voce dei cittadini dell’Unione.

  1. Ruolo: organo legislativo dell’UE eletto a suffragio universale con competenze di vigilanza e di bilancio
  2. Membri: 751 deputati (membri del Parlamento europeo) – il numero per ogni paese è approssimativamente proporzionale alla popolazione di ciascuno di essi.
  3. Presidente: Antonio Tajani 

COMPITI DEL PARLAMENTO EUROPEO

LEGISLAZIONE

Il Parlamento Europeo condivide con il Consiglio dell’Unione europea (composto dai ministri degli Stati Membri), il potere legislativo dell’Unione europea, cioè è responsabile dell’approvazione di regolamenti, direttive e altri atti legislativi. A differenza dei parlamenti nazionali, però, non ha l’iniziativa legislativa, che spetta alla Commissione Europea.

SUPERVISIONE 

Il Parlamento Europeo volge un controllo democratico su tutte le istituzioni dell’UE ed elegge formalmente il presidente della Commissione e approva quest’ultima in quanto Organo.

Il Parlamento, inoltre, esamina le petizioni dei cittadini e avvia indagini e discute la politica monetaria con la Banca centrale europea.

BILANCIO

Il Parlamento Europeo approva il bilancio annuale dell’Unione, proposto dalla Commissione. Anche questo potere è condiviso con il consiglio dell’Unione, ma il parlamento ha l’ultima parola ed è responsabile del controllo sulla sua messa in atto. 

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#FondiUE per il settore ricettivo turistico

8 Aprile 2019 | Posted in Finanziamenti indiretti, Notizie

POR FESR 2014-2020.

Bando per l’erogazione di contributi per investimenti innovativi nel settore ricettivo turistico alle piccole e medie imprese di pianura.

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L’UE e il 2019

30 Gennaio 2019 | Posted in Notizie

Una panoramica sul 2019

Il 2019 sarà un anno importantissimo per l’Unione Europa. Il ventesimo anniversario della moneta unica, infatti cade in concomitanza con una serie di cambiamenti che toccheranno da vicino le istituzioni: in primo luogo, a Maggio si terranno le elezioni del Parlamento Europeo, le prime senza la Gran Bretagna, e a queste seguirà la selezione per una nuova Commissione Europea e per il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, in quanto il 2019 vede anche la fine degli incarichi di Juncker, per la Commissione, e Mario Draghi, per la BCE.

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