#PORFESR BANDI E FINANZIAMENTI

22 Ottobre 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Imprese, Notizie, Opportunità

BANDO PER L’EROGAZIONE DI CONTRIBUTI PER INVESTIMENTI INNOVATIVI IN AMBITO DIGITALE NEL SETTORE RICETTIVO TURISTICO PER FAVORIRE LA RIPRESA DELLA DOMANDA TURISTICA DOPO L’EMERGENZA COVID-19

POR FESR 2014-2020  – Asse 3
Promozione e sostegno investimenti innovativi in ambito digitale  nel sistema ricettivo turistico che favoriscano l’innovazione e la differenziazione dell’offerta e dei prodotti turistici dell’impresa in modo da consentirne la rigenerazione e il riposizionamento.

Link al bando 

Per informazioni
Telefono: 041279.2641 – 2644 
Fax:  0412792601
Mail: turismo@regione.veneto.it
PEC: turismo@pec.regione.veneto.it

Chi sono i beneficiari
Micro, piccole e medie imprese (PMI) regolarmente iscritte nel registro delle imprese o al R.E.A che gestiscono e/o sono proprietarie di strutture ricettive attive, definite ai sensi degli articoli 25, 26, 27 e 27 ter della L.R. n. 11/2013. la cui sede operativa sia ubicata in comuni aderenti a OGD
Dotazione finanziaria
3.000.000 euro.

TERMINI:

Prenotazione del contributo 03 novembre 2020 ore 17.00

Presentazione della domanda 23 dicembre 2020 ore 17.00

BANDO PER L’ATTIVAZIONE, SVILUPPO, CONSOLIDAMENTO DI AGGREGAZIONI DI PMI PER INTERVENTI SUI MERCATI NAZIONALI E INTERNAZIONALI CHE FAVORISCANO LA RIPRESA DELLA DOMANDA TURISTICA VERSO DESTINAZIONI E PRODOTTI TURISTICI DELLA REGIONE IN COERENZA CON L’IMMAGINE COORDINATA DELLA REGIONE VENETO «VENETO, THE LAND OF VENICE»

POR FESR 2014-2020  – Asse 3
Bando per l’attivazione, sviluppo, consolidamento di aggregazioni di PMI per interventi sui mercati nazionali e internazionali che favoriscano la ripresa della domanda turistica verso destinazioni e prodotti turistici della Regione in coerenza con l’immagine coordinata della Regione del Veneto “Veneto The Land of Venice” DGR n. 1392 del 16/09/2020

Link al bando 

Per informazioni
Telefono: 041279.2641 – 2644 
Fax:  0412792601
Mail: turismo@regione.veneto.it
PEC: turismo@pec.regione.veneto.it

Chi sono i beneficiari
Aggregazioni di imprese (Reti di imprese, Associazioni temporanee di impresa – ATI, Associazioni temporanee di scopo – ATS, Consorzi) i cui componenti abbiano sede operativa – almeno per un terzo – nei Comuni di cui al seguente indirizzo web: http://www.regione.veneto.it/web/turismo/contributi-finanziamenti, ossia in Comuni la cui adesione ad Organizzazioni di Gestione della Destinazione (OGD) previste dall’art. 9 della l.r. n. 11/2013, riconosciute dalla Regione del Veneto e dotate del relativo Piano Strategico di Destinazione, sia stata comunicata dalla stessa OGD via PEC alla Direzione Turismo prima della pubblicazione del bando sul BUR

Dotazione finanziaria
6.500.000 Euro

Presentazione domande
Apertura: 05 novembre  2020 ore 10.00
Chiusura: 25 febbraio 2021 ore 17.00

BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INNOVAZIONE DA PARTE DELLE PMI

POR FESR 2014-2020  – Asse 1

Azione 1.1.2 – Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese.

DGR n. 1966 del 23/12/2019

Link al bando 

Contatti e informazioni
AVEPA — Area Gestione FESR
Via Niccolò Tommaseo n. 67/C
35131 Padova (PD)
tel 049 7708711
email gestione.fesr@avepa.it

Chi sono i beneficiari
Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI)

Dotazione finanziaria: 3.000.000 Euro (stanziamento di euro 1.000.000 per ciascun sportello)

Scadenze

[Voti: 0   Media: 0/5]

#UEalGiro UE e mobilità sostenible

15 Ottobre 2020 | Posted in Giovani, Notizie

“La bici elettrica è una valida alternativa per la mobilità nelle nostre città e non solo. Facilita la pedalata e aumenta le opportunità di utilizzo per chiunque, ovunque. Ecco perché il Giro-E e il Green Deal europeo sono un ottimo tandem. La bicicletta aiuta la lotta al cambiamento climatico e assicura alle generazioni future una società più sana e più verde”

Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo della Commissione europea

Il giro è partito domenica 4 ottobre a Caltanissetta e arriverà domenica 25 a Milano ed il Giro-E permetterà a professionisti, amatori e testimonials di pedalare in parallelo alla Corsa Rosa, promuovendo gli interventi ispirati al Green Deal europeo per un futuro sostenibile, equo e inclusivo.

Ogni giorno, su iniziativa della Commissione europea, viene premiato il miglior giovane con la Maglia europea Next Generation, per celebrare insieme il piano straordinario di ripresa dedicato alle generazioni future e voluto dall’Unione Europea. La prima maglia blu #NextGenerationEU è andata a Max Lelli per la tappa Caltanissetta/Agrigento.

Un occhio al futuro senza dimenticare il presente: negli ultimi sette anni l’Italia ha beneficiato di quasi cento miliardi di euro di fondi europei per progetti dedicati a sviluppo regionale, ambiente, agricoltura, cultura e molto altro ancora. Lungo il percorso del Giro si potranno incontrare alcune delle migliaia di queste realtà: dal Castello Nelson di Bronte ai laboratori per la crescita digitale di Rimini, dai progetti di ricerca sul COVID-19 fino alle vie ciclabili transfrontaliere del Friuli, solo per citarne alcuni. Ci sono progetti di ricerca e innovazione, parchi archeologici e naturali, decine di prodotti DOP e DOC italiani, investimenti per il sostegno alle piccole e medie imprese.

Per saperne di più segui la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea e #UEalGiro e GIROE

[Voti: 0   Media: 0/5]

CONSULTAZIONE PUBBLICA

8 Ottobre 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Giovani, Imprese, Notizie

Consultazione pubblica per la visione a lungo termine per le zone rurali

L’UE e le aree rurali: il Contesto

La necessità di definire una visione a lungo termine per le zone rurali è stata sottolineata negli orientamenti politici della presidente Von der Leyen e nelle lettere di missione al Vicepresidente Suica, al Commissario Wojciechowski e alla Commissaria Ferreira. La comunicazione su questa visione a lungo termine sarà sviluppata nell’ambito della priorità Democrazia e demografia e contiene collegamenti alla relazione sull’impatto del cambiamento demografico e al Libro verde sull’invecchiamento. Comprenderà anche altri aspetti rilevanti per il futuro delle zone rurali, compresa l’attuazione del Green Deal europeo e la Conferenza sul futuro dell’Europa.

Le regioni prevalentemente rurali ospitano 96 milioni di persone e coprono il 45% del territorio dell’UE. Queste aree producono prodotti, alimentari e non, di alta qualità e contribuiscono alla ricchezza e alla diversità della cultura europea. Il loro ruolo fondamentale nel garantire la gestione delle risorse naturali e nella mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici le renderà una parte cruciale della transizione verso un’Europa verde e sostenibile. Gli studi hanno però dimostrato che molte persone in queste zone rurali si sentono politicamente “trascurate”. A ciò contribuiscono questioni socioeconomiche specifiche. Il passaggio dal settore primario e secondario al terziario dell’economia ha contribuito a un deflusso di manodopera dal settore primario e ha concentrato le opportunità di lavoro nei centri urbani. Ciò è stato accompagnato da tendenze demografiche negative, in particolare nelle aree rurali remote, e da un circolo vizioso di riduzione dell’accesso ai servizi di base e aumento del c.d. divario digitale. Nonostante queste sfide, ci sono molte opportunità nelle zone rurali. Fondamentale è infatti il ruolo che le aree rurali possono svolgere nel garantire una distribuzione territoriale equilibrata della popolazione, evitare la sovrappopolazione delle città, fornire cibo, mitigare i cambiamenti climatici, proporre alternative ai combustibili fossili e sviluppare l’economia circolare. Molti servizi dell’ecosistema (cibo, mangimi, materie prime, regolamentazione dell’acqua, biodiversità, ecc.) Dipendono e sono generati nelle aree rurali. Inoltre, la crisi COVID-19 può introdurre cambiamenti significativi nella società (aumento del telelavoro, apprezzamento per gli spazi verdi) di cui le aree rurali potrebbero beneficiare. Ulteriori azioni a livello europeo faciliterebbero e sosterrebbero i residenti rurali nel trarre vantaggio dalle opportunità future e garantirebbero che non vengano “lasciati indietro”. Infine, garantire il coinvolgimento dei cittadini dell’UE è particolarmente importante nel contesto del Recovery Plan.

Consultazione pubblica dei cittadini e delle parti interessate

È previsto un processo di consultazione globale per garantire che le voci di tutte le parti interessate e dei cittadini europei siano ascoltate. La consultazione raccoglierà punti di vista sulle attuali opportunità e sfide nelle zone rurali, sulle diverse politiche attuate nelle zone rurali, sulle aspirazioni per le zone rurali nel 2040 e sulle azioni necessarie perché queste si concretizzino. Il risultato del processo di consultazione, che comprende una consultazione pubblica online, domande dedicate nell’ Eurobarometro, una serie di eventi pubblici e una conferenza finale, costituirà un elemento importante che alimenterà la comunicazione finale. La consultazione pubblica sarà pubblicata in tutte le lingue dell’UE sul sito web della Commissione “Have your say”. Le principali parti interessate identificate sono agricoltori, consumatori, settore agroalimentare, PMI rurali, Stati membri, autorità regionali e locali, organizzazioni della società civile, giovani rurali, ONG, gruppi di azione locale, reti rurali, accademici e individui interessati.

Per partecipare alla consultazione pubblica segui il link: https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12525-Long-term-vision-for-rural-areas/public-consultation

[Voti: 0   Media: 0/5]

#SOTEU20 Discorso sullo stato dell’Unione

8 Ottobre 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“Negli ultimi mesi abbiamo riscoperto il valore di ciò che ci accomuna. Come individui abbiamo tutti sacrificato parte della nostra libertà personale per la sicurezza degli altri. Come Unione abbiamo tutti condiviso parte della nostra sovranità per il bene comune. Le paure e le divisioni tra gli Stati membri hanno ceduto il posto alla fiducia nella nostra Unione. Abbiamo dimostrato cosa si può realizzare se ci fidiamo gli uni degli altri, se ci fidiamo delle nostre istituzioni europee. Scegliamo così non solo di riparare e recuperare l’esistente, ma di plasmare un modo migliore di vivere il mondo di domani.”

Ursula Von Der Leyen, Presidente Commissione Europea

IL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE: COS’È?

Il discorso annuale sullo stato dell’Unione, istituito dal Trattato di Lisbona, è il discorso principale del presidente della Commissione Europea al Parlamento Europeo durante la sessione plenaria del mese di settembre. Il discorso sullo Stato dell’Unione, seguito poi da un dibattito, è un’occasione fondamentale in cui viene in cui il Presidente fa il punto della situazione per l’anno appena trascorso e presenta le priorità per l’anno successivo. Il Presidente illustra inoltre in che modo la Commissione affronterà le sfide più urgenti per l’Unione europea e presenta le idee per plasmare il futuro dell’UE.

DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE 2020

Il 16 settembre 2020 la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha pronunciato il Discorso sullo Stato dell’Unione 2020 (#SOTEU2020), in cui ha indicato i risultati raggiunti durante il 2020 e ha illustrato le priorità e le sfide che l’Unione europea dovrà affrontare il prossimo anno.
Nel suo primo SOTEU la Presidente ha portato avanti la sua visione dell’Unione Europea, che deve emergere più forte dalla pandemia e assumere un ruolo centrale e vitale a livello internazionale.
La Presidente infatti ha sottolineato come questa sia l’occasione per far si che i cambiamenti in Europa “siano dettati da progettualità – e non da una calamità o dal volere di altri paesi”. Di conseguenza si pone al centro dell’azione dell’UE il piano NextGenerationEU che interverrà per sostenere la ripresa degli Stati Membri, per rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati e per trarre insegnamento dalla crisi; il piano quindi non ha solo l’obbiettivo di uscire dalla crisi, ma anche di raggiungere la trasformazione verde e digitale.

I Punti salienti del discorso sono i seguenti:

La risposta al coronavirus e la protezione della salute europea nel futuro

La Presidente ha affermato la necessità di creare un’unione sanitaria europea più forte, traendo insegnamento da quanto emerso negli ultimi mesi, rafforzando la preparazione dell’Unione e gestione delle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, che siano di origine naturale o provocate dall’uomo.

La Presidente vuole adempiere a tali obiettivi con i mezzi seguenti:

  • si vuole adeguare il Programma EU4Health alle esigenze future e finanziarlo debitamente;
  • si vuole rafforzare e potenziare l’Agenzia europea per i medicinali (EMA);
  • si vuole rafforzare e potenziare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC);
  • si vuole istituire BARDA, un’agenzia biomedica di ricerca e sviluppo avanzati europea sullo stile di quella statunitense.
Un’Unione che protegge

La Presidente Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia sociale di mercato europea e di proteggere i lavoratori e le imprese dagli shock esterni, promettendo di proporre un quadro giuridico per fissare dei salari minimi e proprio per questo motivo la Commissione ha varato il programma SURE, ovvero il sistema di cassa integrazione europea.
La Presidente inoltre, sottolineando come nell’UE la dignità del lavoro sia intoccabile, ha annunciato che la Commissione presenterà una proposta legislativa per sostenere gli Stati membri nella creazione di un quadro per il salario minimo. Tutti devono poter accedere a salari minimi, che sia attraverso contratti collettivi o salari minimi legali, naturalmente nel pieno rispetto di competenze e tradizioni nazionali.

Green Deal europeo: ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030

La Presidente ha dichiarato che la Commissione europea si propone di incrementare l’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 dal 40 % ad almeno il 55 %. Ciò metterà l’UE sulla buona strada per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e per rispettare gli obblighi derivanti dall’accordo di Parigi. Il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera contribuirà a garantire che altri seguano l’esempio europeo.
La Presidente inoltre ha annunciato sia che il 30% dei 750 miliardi di euro del budget dell’iniziativa NextGenerationEU sarà raccolto attraverso obbligazioni verdi, sia che NextGenerationEU dovrebbe investire nei progetti faro europei di maggiore impatto: idrogeno, ristrutturazioni e un milione di punti di ricarica per veicoli elettrici.
La Presidente ha sottolineato come questo non sia solo un progetto ambientale o economico ma deve essere anche un progetto culturale europeo. Lei ha parlato di una nuova “Bauhaus europea”, vale a dire una piattaforma di co-creazione per architetti, ingegneri e progettisti, per lanciare lo stile architettonico dei nostri tempi, che rispecchi le nostre aspirazioni di rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro.

Il decennio digitale europeo

La Presidente ha sottolineato il bisogno di un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi chiaramente definiti per il 2030 in ambiti come la connettività, le competenze e i servizi pubblici digitali, seguendo principi chiari, quali: il diritto alla privacy e alla connettività, la libertà di espressione, la libera circolazione dei dati e la cibersicurezza. È infatti necessario che sia l’Europa a guidare il processo di digitalizzazione, altrimenti sarà costretta a seguire la strada tracciata da altri, che fisseranno gli standard per noi.

Un’Unione vitale in un mondo fragile

La Presidente ha sottolineato come la pandemia abbia evidenziato la fragilità del sistema globale e l’importanza della cooperazione per affrontare le sfide collettive.
L’obiettivo dell’Unione ora è quello di rilanciare e riformare il sistema multilaterale, che comprende le Nazioni Unite, l’OMC e l’OMS. Si è impegnata affinché la Commissione europea presenti una “legge Magnitsky” europea, esortando gli Stati membri ad adottare il voto a maggioranza qualificata sulle relazioni esterne “almeno per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni relative ai diritti umani”.

Un nuovo Patto sulla migrazione

La Commissione presenterà il Nuovo Patto sulle Migrazioni, con un approccio basato sull’umanità sulla solidarietà e una “distinzione tra coloro che hanno il diritto di rimanere e coloro che questo diritto non ce l’hanno”. La Presidente ha affermato che la migrazione è una sfida europea e tutta l’Europa deve impegnarsi e fare la sua parte.

Lotta contro il razzismo, i crimini d’odio e la discriminazione

La Presidente von der Leyen ha annunciato che la Commissione presenterà un piano d’azione europeo contro il razzismo, rafforzerà le leggi sull’uguaglianza razziale ed estenderà l’elenco dei reati a livello europeo a tutte le forme di crimini d’odio e di incitamento all’odio, siano essi basati su razza, religione, genere o sessualità. La Commissione nominerà inoltre il suo primo coordinatore antirazzismo in assoluto. La Commissione nominerà inoltre il suo primo coordinatore antirazzismo e presenterà una strategia per rafforzare i diritti delle persone LGBTQI.

Il discorso della Presidente von der Leyen è stato accompagnato da una “lettera di intenti”. Tale lettera è indirizzata al Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, attuale Presidente di turno del Consiglio e riporta un elenco delle iniziative che la Commissione europea intende portare avanti nel corso del prossimo anno, al fine di conseguire gli obiettivi indicati nel discorso

Per leggere il discorso sullo stato dell’Unione: Stato dell’Unione 2020

[Voti: 0   Media: 0/5]

Un bilancio per la ripresa

30 Giugno 2020 | Posted in Notizie

Di fronte a questa situazione senza precedenti la proposta della Commissione europea mobilita un sostegno mai visto prima. Il bilancio annuale 2021 aiuterà centinaia di migliaia di persone, imprese e regioni a superare la crisi e a uscirne più forti di prima. Perché questo accada, occorre un accordo sul bilancio a lungo termine e su Next Generation EU in grado di trasmettere un segnale di fiducia a tutta l’Europa. 

Johannes Hahn, Commissario europeo per il Bilancio

IL CONTESTO

Il bilancio dell’UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP) o c.d. “bilancio a lungo termine”. Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l’UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). La Commissione Europea prepara il progetto di bilancio e lo presenta al Parlamento Europeo e al Consiglio che costituiscono l’autorità di bilancio e che emendano e adottano il progetto di bilancio. Il bilancio per il 2021, una volta adottato, sarà il primo del nuovo QFP 2021-2027 e il primo bilancio annuale proposto dalla Commissione della Presidente von der Leyen.

Il progetto di bilancio per il 2021 si basa sulla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE presentata il 27 maggio 2020: in quel contesto la Commissione ha proposto ufficialmente lo strumento per la ripresa dopo il Coronavirus, Next Generation EU, incorporato nel bilancio dell’UE a lungo termine.

Una volta che il Parlamento europeo e il Consiglio avranno trovato l’accordo sul QFP 2021-2027, compreso il piano per la ripresa, la Commissione adeguerà di conseguenza la sua proposta di bilancio per il 2021 con una lettera rettificativa.

BILANCIO PER IL 2021

La Commissione punta su un bilancio dellI’UE rafforzato, al fine di riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus, dare avvio alla ripresa e preparare un futuro migliore per la prossima generazione.

La Commissione prevede per il 2021 un budget di €166.7 miliardi di € in impegni (-9,7% rispetto al 2020) di 163,5 miliardi di € in pagamenti (+0,8% rispetto al 2020).

Rispetto al passato, c’è NEXT GENERATION EU, che con i suoi 750 miliardi di €  vuole un potenziamento mirato del bilancio a lungo termine dell’UE. I fondi aggiuntivi di Next Generation EU andranno a tutti e tre i pilastri del piano di ripresa. L’ulteriore finanziamento sarà quindi destinato alle regioni, alle aziende e ai cittadini europei, al settore sanitario e ai partner globali. Sarà utilizzato in combinazione con i fondi in scadenza nel primo anno del quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

I tre pilastri su cui interverrà Next Generation Eu sono:

  • Sostenere la ripresa degli Stati membri;
  • Rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati;
  • Trarre insegnamento dalla crisi

BILANCIO PER IL 2021 – NEL DETTAGLIO

Fonte : ec.europa.eu

Il progetto di bilancio per il 2021, potenziato da Next Generation EU, dirige i fondi verso dove  si può fare la differenza più grande, in linea con le esigenze di recupero più cruciali di

gli Stati membri dell’UE e i nostri partner in tutto il mondo.

  • 1,34 miliardi di € per il programma Europa digitale allo scopo di potenziare le ciberdifese dell’Unione e favorire la transizione digitale;
  • 3 miliardi di € a favore del meccanismo per collegare l’Europa allo scopo di investire in un’infrastruttura di trasporto aggiornata ad elevata efficienza per facilitare le connessioni transfrontaliere;
  • 575 milioni di € a favore del programma per il mercato unico, e ancora 36,2 milioni di € e 127 milioni di € rispettivamente per i programmi che promuovono la cooperazione nei settori della fiscalità e delle dogane;
  • 2,89 miliardi di € per Erasmus+ allo scopo di investire nei giovani e 306 milioni di € per i settori culturali e creativi attraverso Europa creativa;
  • 1,1 miliardi di € per il Fondo asilo e migrazione e 1 miliardo di € per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, allo scopo di rafforzare la cooperazione per la protezione delle frontiere esterne e la politica di migrazione e asilo;
  • 55,2 miliardi di € per la politica agricola comune e 813 milioni di € per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, a beneficio degli agricoltori e dei pescatori europei, ma anche per rafforzare la resilienza del settore agroalimentare e di quello della pesca e dotarli dei mezzi necessari per gestire la crisi;
  • 228 milioni di € per il Fondo sicurezza interna e 1,05 milioni di € per il Fondo europeo per la difesa a sostegno dell’autonomia strategica e della sicurezza dell’Europa;
  • 1,9 miliardi di € per l’assistenza preadesione, a sostegno dei nostri partner, anche nei Balcani occidentali.

Una gran parte dei fondi sarà inoltre destinata alle azioni prioritarie individuate in relazione a Next Generation EU, in particolare:

  • 131,5 miliardi di € di prestiti e fino a 133 miliardi di € di sovvenzioni potranno essere forniti agli Stati membri nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che rientra in Next Generation EU;
  • 17,3 miliardi di €, 5 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno a Orizzonte Europa per rafforzare il sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione nei settori della salute e del clima;
  • 10,13 miliardi di € saranno destinati a InvestEU per investimenti in infrastrutture sostenibili, innovazione e digitalizzazione. Una parte dei fondi andrà al dispositivo per gli investimenti strategici per sviluppare l’autonomia strategica delle catene di approvvigionamento essenziali a livello europeo;
  • 8,28 miliardi di € andranno allo strumento di sostegno alla solvibilità, secondo la proposta per Next Generation EU, per affrontare i problemi di solvibilità delle imprese economicamente sostenibili di tutti i settori economici;
  • 47,15 miliardi di € saranno destinati alla politica di coesione e saranno integrati da altri 42,45 miliardi di € nel quadro di REACT-EU, secondo la proposta per Next Generation EU. I fondi saranno impiegati per sussidi all’occupazione, regimi di riduzione dell’orario di lavoro e misure a favore dell’occupazione giovanile, e della liquidità e solvibilità delle PMI;
  • 9,47 miliardi di €, 7,96 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno assegnati al Fondo per una transizione giusta in modo che la transizione verso la neutralità climatica non lasci indietro nessuno;
  • 619 milioni di € saranno destinati a rescEU, il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, in modo che l’Unione sia in grado di rispondere a emergenze su vasta scala;- 1,19 miliardi di €, 1,17 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno al nuovo programma per la salute EU4Health per attrezzare l’Unione contro future minacce sanitarie;
  • 15,36 miliardi di €, 3,29 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno destinati ai nostri partner esterni attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI);
  • 2,8 miliardi di €, 1,3 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno agli aiuti umanitari, per far fronte al crescente fabbisogno umanitario nelle zone più vulnerabili del mondo.
[Voti: 0   Media: 0/5]

NEXT GENERATION EU

1 Giugno 2020 | Posted in Formazione e Lavoro, Giovani, Imprese, Notizie, Opportunità, Senza categoria

Nei 70 anni trascorsi dalla dichiarazione Schuman, le crisi e le sfide non sono state estranee all’Europa. Sotto molti punti di vista, da sempre il motto dell’Europa non è stato soltanto ,«uniti nella diversità» ma anche «uniti nell’avversità». E oggi, in questo periodo di avversità, e in risposta a questa crisi l’Europa ha più che mai bisogno di unità, determinazione e ambizione. Ed è in questo spirito che la Commissione sta lavorando a un piano ambizioso di rilancio per l’Europa.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea al Parlamento Europeo

L’EUROPA DOPO IL COVID: IL PACCHETTO PER LA RIPRESA

Il 13 Maggio la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha tenuto un importante discorso alla plenaria del Parlamento Europeo. Per la prima volta, la Presidente ha anticipato il c.d. Recovery Plan, ovvero il fondo “a breve termine” della Commissione per il prossimo futuro, pensato appositamente per i primi anni della ripresa economica (probabilmente 2021-2022).

Il Pacchetto per la ripresa, che fa parte del pacchetto anti-crisi della Commissione Europea, partirà da un aumento del cosiddetto ‘headroom’, un margine di manovra che fissa l’importo massimo di denaro che la Commissione può prendere in prestito sui mercati attraverso la garanzia degli Stati membri. Il denaro non sarà separato dal bilancio dell’UE, infatti la Commissione vuole ancorare il fondo al prossimo bilancio pluriennale dell’UE (2021-2027), permettendo in questo modo al Parlamento Europeo di svolgere il suo ruolo e quindi, non sottraendo il pacchetto di ripresa al minuzioso esame democratico dell’Istituzione.

Il pacchetto prevede sia prestiti che ‘sovvenzioni’ a fondo perduto agli Stati, questo è di particolare rilievo in quanto non tutti gli Stati potranno permettersi di aumentare il proprio debito in modo considerevole.

Questa risposta integrerà le altre tre importanti “reti di sicurezza” del pacchetto anticrisi approvati dal Consiglio europeo lo scorso 23 aprile, comprendente il programma SURE, contro la disoccupazione; i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (che ha predisposto un investimento di altri 20 miliardi nelle Pmi) e il ricorso, volontario, al Meccanismo europeo di stabilità per le spese sanitarie dirette o indirette.

NEXT GENERATION EU

In seguito, il 27 maggio la Commissione ha proposto ufficialmente lo strumento per la ripresa, Next Generation EU, incorporato nel bilancio dell’UE a lungo termine.

Next Generation EU prevede che i fondi vengano incanalati su tre pilastri:

SOSTEGNO AGLI STATI MEMBRI PER INVESTIMENTI E RIFORME

Il primo pilastro prevede un nuovo strumento di resilienza e recupero da 560 miliardi di € destinato a sostenere gli Stati membri perché possano riprendersi e uscire ancora più forti dalla crisi. Questo offrirà sostegno finanziario per investimenti e riforme e andrà a sostenere le parti dell’Unione che sono state maggiormente colpite dal Virus. Il dispositivo avrà una capacità di sovvenzionamento che potrà arrivare a 310 miliardi di € e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a un massimo di 250 miliardi di €.

In questo contesto si prevede una dotazione integrativa per la coesione: nel breve periodo (da qui al 2022) gli attuali programmi della politica di coesione (es. FESR e FSE) potranno contare su 55 miliardi aggiuntivi , attraverso la nuova iniziativa REACT-EU. Questa ha l’obiettivo di facilitare l’uscita dall’emergenza e anche rendere le economie degli Stati membri più resilienti e sostenibili. La Commissione, nell’ambito di questo pilastro, ha anche proposto di potenziare il Fondo per una transizione giusta, al fine di aiutare gli Stati membri ad accelerare l’approdo alla neutralità climatica, e di rinforzare di 15 miliardi di € per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per aiutare le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti dal Green Deal Europeo per il clima.

RILANCIARE L’ECONOMIA DELL’UE INCENTIVANDO L’INVESTIMENTO PRIVATO

Il secondo pilastro è volto a rilanciare l’economia e aiutare gli investimenti privati a rimettersi in marcia. In particolare la Commissione punta agli investimenti su tecnologia, mercato unico digitale ed energia verde. La Commissione vuole agire in primo luogo attraverso un nuovo strumento di sostegno alla solvibilità , che contribuirà a far fronte alle esigenze di ricapitalizzazione delle imprese europee economicamente sostenibili, e che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti, che sono state esposte a rischi a seguito del blocco di tutte le attività. Lo strumento, in grado di essere operativo fin dal 2020, avrà in dotazione 31 miliardi di € Il programma di investimenti InvestEU sarà potenziato al fine di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l’Unione. Sotto l’ombrello di InvestEU, inoltre, verrà introdotto per la prima volta, un nuovo meccanismo per gli investimenti strategici, in modo tale che l’UE riesca a produrre beni, ora delocalizzati fuori dall’Europa (es. Farmaci), in modo da aumentare la propria autonomia strategica futura. Questo genererà una serie di investimenti per un importo fino a 150 miliardi di € nel miglioramento della resilienza dei settori strategici, specie quelli collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.

TRARRE INSEGNAMENTO DALLA CRISI

Con il terzo pilastro la Commissione vuole che l’Europa apprenda gli insegnamenti più immediati della crisi. Questo avverrà in primo luogo rafforzando i programmi che hanno dimostrato la loro utilità durante la crisi, quali RescEU (il meccanismo di Protezione Civile dell’UE), con un potenziamento di 2 miliardi di €, il programma Horizon, che finanzia la ricerca e che riceverà 94,4 miliardi di €. In secondo luogo verrà creato un programma dedicato specificamente alla salute EU4Health, con una dotazione di 9,4 miliardi di €, che potenzierà la sicurezza sanitaria e permetterà di prepararsi alle crisi sanitarie del futuro.

L’UE inoltre potenzierà la sua azione esterna, assegnandovi una dotazione supplementare di 16,5 miliardi di €, che aiuterà i suoi partner nel mondo, assistenza umanitaria compresa.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Con NextGenerationEU la Commissione non punta solamente a riparare i danni a breve termine causati dalla crisi, ma anche ad investire anche nel nostro futuro a lungo termine. Per questo le risorse finanziarie reperite tramite Next Generation EU convoglieranno verso i programmi dell’Unione nel rinnovato bilancio a lungo termine dell’UE.

In particolare, i fondamenti politici della ripresa si concentrano su
1. Green deal Europeo, che punta al potenziamento di energie rinnovabili, economia circolare trasporti più “puliti, non dimenticando però il sostegno alla riconversione professionale, così da aiutare le imprese a creare nuove possibilità economiche.

2. Rafforzamento del mercato unico adattandolo all’era digitale, che vuole investire in una maggiore connettività, potenziando nel mentre la cyberresilienza e la cybersicurezza, e che vuole costruire un’autentica economia basata sui dati.

3. Una ripresa equa ed inclusiva per tutti, che vuole aiutare il lavoratori attraverso il regime europeo a breve termine di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione (SURE) e garantendo salari minimi equi e misure vincolanti di trasparenza delle retribuzioni.

Fonte : ec.europa.eu

[Voti: 0   Media: 0/5]

L’EUROPA ATTORNO A NOI

13 Maggio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Giovani, Notizie

Abbiamo realizzato “l’Europa attorno a noi”, una serie di video sull’Unione Europea, la sua storia, i diritti e valori fondamentali e le Istituzioni. La serie è diretta sia agli studenti delle scuole superiori che a tutti i cittadini e le cittadine che vogliono conoscere un po’ di più l’Unione Europea.

Il primo video, uscito per la festa dell’Europa 2020, si chiama “La storia dell’UE in quattro punti” e riguarda il percorso storico dell’UE, dalla sua nascita ai giorni della Pandemia, visto però in quattro concetti chiave: la pace, una storia in divenire, un’Unione unita nella diversità e i progetti ambiziosi dell’UE.

#Europeday#Unioneeuropea

[Voti: 0   Media: 0/5]

#covid19 – la risposta dell’Europa – Webinar 9 Aprile 2020

6 Aprile 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

La risposta dell’UE al Coronavirus

Webinar – 9 Aprile 2020 – ore 10:00

Fin dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus, la Commissione europea ha messo in campo una serie di iniziative per affrontare la crisi sanitaria e la crisi economica ad essa collegate. 

Trattandosi di un’emergenza senza precedenti, anche la risposta dell’Unione europea è senza precedenti. L’UE sta mobilitando tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare gli Stati membri a coordinare le loro risposte nazionali e per attenuare le conseguenze della pandemia, impegnandosi per assicurare le forniture necessarie ai sistemi sanitari, difendere i posti di lavoro, fornire un sostegno alle imprese e fare in modo che la liquidità del settore finanziario possa continuare a sostenere l’economia, consentire la piena flessibilità offerta nel quadro della disciplina degli aiuti di Stato e del patto di stabilità e crescita, finanziare la ricerca scientifica di emergenza per vaccini e terapie.

Inoltre, in questo periodo di crisi, in tutta l’Unione europea, i paesi, le regioni e le città stanno aiutando i paesi vicini e viene fornita assistenza ai più bisognosi: si donano dispositivi di protezione come le mascherine, si curano pazienti malati oltrefrontiera e si riportano a casa i cittadini rimasti isolati all’estero. Questa è l’espressione migliore della solidarietà europea.

Il webinar intende fornire una visione d’insieme delle misure adottate e in corso di adozione e un approfondimento sul riorientamento dei fondi strutturali europei ai fini dell’emergenza coronavirus.  Programma dell’evento: 

ore 10:00 – Saluti e accoglienza –  Claudia Salvi,  Europe Direct Roma Innovazione – Formez PA

ore 10:10  – Introduzione – Claudia De Stefanis,  Responsabile Comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:20  – Coronavirus: le diverse aree di intervento delle istituzioni europee – Vito Borrelli, Capo f.f. della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:50  – L’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus – Mauro Cappello,  Docente Università Roma Tre ed Università della Tuscia

ore 11:20 -11:30 Domande e risposte

Termine iscrizioni: Giovedì, 9 Aprile, 2020 – 09:00

Il Webinar è organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia in collaborazione con lo Europe Direct Roma Innovazione

Link iscrizione : Qui 
“Come iscriversi a un evento” Qui 

[Voti: 0   Media: 0/5]

#COVID-19: La Commissione Europea potenzia su tutti i fronti la sua azione di contrasto all’epidemia di Coronavirus.

11 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Dopo aver preso parte alla videoconferenza con i leader UE, la Presidente Von Der Leyen ha annunciato una serie di nuove misure per potenziare la risposta dell’Unione al Coronavirus su tutti i fronti. La Presidente Von Der Leyen ha dichiarato: “la crisi che stiamo affrontando a causa del Coronavirus ha sia una dimensione umana significativa, sia, potenzialmente, un forte impatto economico. Per questo è essenziale agire, collettivamente e con decisione, per contenere la diffusione del virus, aiutare i pazienti e per contrastare la ricaduta economica”. Ieri la Presidente Von Der Leyen ha telefonato al Premier Conte per esprimere la solidarietà dell’UE al popolo italiano e continuerà a confrontarsi con le autorità italiane in merito a misure specifiche da adottare per supportare il Paese. A livello UE la Commissione ha mobilitato 140 milioni di euro di risorse finanziarie, pubbliche e private, destinate a ricerca su vaccini, diagnosi e trattamenti. 

La Commissione, inoltre, rafforzerà il suo ruolo di coordinamento e terrà contatti giornalieri con i Ministri della Salute e dell’Interno dei vari Stati Membri, per poter discutere tutte le misure necessarie. Oltre a ciò, si sta facendo il punto sia rispetto alla disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e apparecchi respiratori, sia rispetto alla capacità di produzione e distribuzione degli stessi. A tal fine, il Commissario Breton ha tenuto una videoconferenza con rappresentanti ad alto livello di grosse aziende UE produttrici di Dispositivi di Protezione Individuale, i quali hanno espresso la propria volontà di incrementarne la produzione, in modo da far fronte alla domanda sempre crescente. La prossima settimana si terrà una videoconferenza di aggiornamento rispetto a questo. 

Sul fronte economico, la Commissione istituirà un piano di investimenti in risposta al Coronavirus con lo scopo di canalizzare 25 miliardi di euro nel supporto diretto di sistemi sanitari nazionali,  PMI, mercati del lavoro e delle aree più vulnerabili dell’economia UE. Questa misura diminuirà la pressione dall’industria aeronautica, in particolare con riferimento alle compagnie aeree più piccole. Sono disponibili online un comunicato stampa con la lista di tutte le misure e una pagina web dedicata agli interventi dell’UE per l’epidemia di Coronavirus.

[Voti: 0   Media: 0/5]

#Brexit A breve l’inizio dei negoziati Futuro partenariato UE-Regno Unito

3 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“È ora di mettersi al lavoro, il tempo stringe. Negozieremo con spirito di equità e in trasparenza, ma fino all’ultimo difenderemo gli interessi dell’UE e gli interessi dei nostri cittadini.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il contesto

Il 31 gennaio 2020 si è “ufficializzata” la Brexit, ovvero il Regno Unito è ufficialmente uscito dall’Unione europea. Le modalità del recesso stabilite dall’accordo prevedono un periodo di transizione durante il quale il diritto dell’Unione continua ad applicarsi al Regno Unito, almeno fino al 31 dicembre 2020.

La raccomandazione della Commissione europea

La Commissione europea ha adottato il 3 febbraio 2020 una raccomandazione rivolta al Consiglio dell’UE per autorizzare la Commissione stessa ad avviare formalmente i negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito.

La raccomandazione trova la sua base nella dichiarazione politica approvata dall’UE e dal Regno Unito nell’ottobre 2019, nonché sugli orientamenti del Consiglio europeo (Articolo 50) sulle future relazioni UE-Regno Unito. Il Consiglio europeo, formato dai leader politici dei 27 stati membri e atto a formare le linee guida politiche dell’Unione, aveva infatti espresso la necessità di creare un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito, in particolare negli ambiti di cooperazione commerciale ed economica, lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale, sicurezza, la difesa e la politica estera.

Si può considerare la raccomandazione della Commissione come il primo passo nell’iter negoziale.

La decisione del Consiglio: la Commissione è il negoziatore dell’UE.

Il 25 febbraio, in risposta alla raccomandazione, il Consiglio ha adottato la decisione che autorizza l’avvio di negoziati per un nuovo partenariato con il Regno Unito e che nomina formalmente la Commissione negoziatore dell’UE.

Il Consiglio ha inoltre adottato le direttive di negoziato che costituiscono il mandato della Commissione per i negoziati, delimitandone l’ambito e fissando i termini del futuro partenariato.

In primis, secondo tali direttive, è necessario garantire condizioni di parità per una concorrenza libera e leale tra l’UE ed il Regno Unito. Con riferimento agli ambiti di interesse, i negoziati dovranno occuparsi, oltre che dei sopracitati settori, anche di commercio digitale, proprietà intellettuale, appalti pubblici, mobilità, trasporti , energia, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica.

Le prossime tappe

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

Fonti NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; PRESSCORNER DEL CONSIGLIO

[Voti: 0   Media: 0/5]