1 Giugno 2020 | Posted in Senza categoria

Nei 70 anni trascorsi dalla dichiarazione Schuman, le crisi e le sfide non sono state estranee all’Europa. Sotto molti punti di vista, da sempre il motto dell’Europa non è stato soltanto ,«uniti nella diversità» ma anche «uniti nell’avversità». E oggi, in questo periodo di avversità, e in risposta a questa crisi l’Europa ha più che mai bisogno di unità, determinazione e ambizione. Ed è in questo spirito che la Commissione sta lavorando a un piano ambizioso di rilancio per l’Europa.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea al Parlamento Europeo

L’EUROPA DOPO IL COVID: IL PACCHETTO PER LA RIPRESA

Il 13 Maggio la presidente della Commissione europea, Ursula Von Der Leyen, ha tenuto un importante discorso alla plenaria del Parlamento Europeo. Per la prima volta, la Presidente ha anticipato il c.d. Recovery Plan, ovvero il fondo “a breve termine” della Commissione per il prossimo futuro, pensato appositamente per i primi anni della ripresa economica (probabilmente 2021-2022).

Il Pacchetto per la ripresa, che fa parte del pacchetto anti-crisi della Commissione Europea, partirà da un aumento del cosiddetto ‘headroom’, un margine di manovra che fissa l’importo massimo di denaro che la Commissione può prendere in prestito sui mercati attraverso la garanzia degli Stati membri. Il denaro non sarà separato dal bilancio dell’UE, infatti la Commissione vuole ancorare il fondo al prossimo bilancio pluriennale dell’UE (2021-2027), permettendo in questo modo al Parlamento Europeo di svolgere il suo ruolo e quindi, non sottraendo il pacchetto di ripresa al minuzioso esame democratico dell’Istituzione.

Il pacchetto prevede sia prestiti che ‘sovvenzioni’ a fondo perduto agli Stati, questo è di particolare rilievo in quanto non tutti gli Stati potranno permettersi di aumentare il proprio debito in modo considerevole.

Questa risposta integrerà le altre tre importanti “reti di sicurezza” del pacchetto anticrisi approvati dal Consiglio europeo lo scorso 23 aprile, comprendente il programma SURE, contro la disoccupazione; i finanziamenti della Banca europea per gli investimenti (che ha predisposto un investimento di altri 20 miliardi nelle Pmi) e il ricorso, volontario, al Meccanismo europeo di stabilità per le spese sanitarie dirette o indirette.

NEXT GENERATION EU

In seguito, il 27 maggio la Commissione ha proposto ufficialmente lo strumento per la ripresa, Next Generation EU, incorporato nel bilancio dell’UE a lungo termine.

Next Generation EU prevede che i fondi vengano incanalati su tre pilastri:

SOSTEGNO AGLI STATI MEMBRI PER INVESTIMENTI E RIFORME

Il primo pilastro prevede un nuovo strumento di resilienza e recupero da 560 miliardi di € destinato a sostenere gli Stati membri perché possano riprendersi e uscire ancora più forti dalla crisi. Questo offrirà sostegno finanziario per investimenti e riforme e andrà a sostenere le parti dell’Unione che sono state maggiormente colpite dal Virus. Il dispositivo avrà una capacità di sovvenzionamento che potrà arrivare a 310 miliardi di € e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a un massimo di 250 miliardi di €.

In questo contesto si prevede una dotazione integrativa per la coesione: nel breve periodo (da qui al 2022) gli attuali programmi della politica di coesione (es. FESR e FSE) potranno contare su 55 miliardi aggiuntivi , attraverso la nuova iniziativa REACT-EU. Questa ha l’obiettivo di facilitare l’uscita dall’emergenza e anche rendere le economie degli Stati membri più resilienti e sostenibili. La Commissione, nell’ambito di questo pilastro, ha anche proposto di potenziare il Fondo per una transizione giusta, al fine di aiutare gli Stati membri ad accelerare l’approdo alla neutralità climatica, e di rinforzare di 15 miliardi di € per il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, per aiutare le zone rurali a introdurre i cambiamenti strutturali richiesti dal Green Deal Europeo per il clima.

RILANCIARE L’ECONOMIA DELL’UE INCENTIVANDO L’INVESTIMENTO PRIVATO

Il secondo pilastro è volto a rilanciare l’economia e aiutare gli investimenti privati a rimettersi in marcia. In particolare la Commissione punta agli investimenti su tecnologia, mercato unico digitale ed energia verde. La Commissione vuole agire in primo luogo attraverso un nuovo strumento di sostegno alla solvibilità , che contribuirà a far fronte alle esigenze di ricapitalizzazione delle imprese europee economicamente sostenibili, e che operano nei settori, nelle regioni e nei paesi più colpiti, che sono state esposte a rischi a seguito del blocco di tutte le attività. Lo strumento, in grado di essere operativo fin dal 2020, avrà in dotazione 31 miliardi di € Il programma di investimenti InvestEU sarà potenziato al fine di mobilitare investimenti privati in progetti in tutta l’Unione. Sotto l’ombrello di InvestEU, inoltre, verrà introdotto per la prima volta, un nuovo meccanismo per gli investimenti strategici, in modo tale che l’UE riesca a produrre beni, ora delocalizzati fuori dall’Europa (es. Farmaci), in modo da aumentare la propria autonomia strategica futura. Questo genererà una serie di investimenti per un importo fino a 150 miliardi di € nel miglioramento della resilienza dei settori strategici, specie quelli collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.

TRARRE INSEGNAMENTO DALLA CRISI

Con il terzo pilastro la Commissione vuole che l’Europa apprenda gli insegnamenti più immediati della crisi. Questo avverrà in primo luogo rafforzando i programmi che hanno dimostrato la loro utilità durante la crisi, quali RescEU (il meccanismo di Protezione Civile dell’UE), con un potenziamento di 2 miliardi di €, il programma Horizon, che finanzia la ricerca e che riceverà 94,4 miliardi di €. In secondo luogo verrà creato un programma dedicato specificamente alla salute EU4Health, con una dotazione di 9,4 miliardi di €, che potenzierà la sicurezza sanitaria e permetterà di prepararsi alle crisi sanitarie del futuro.

L’UE inoltre potenzierà la sua azione esterna, assegnandovi una dotazione supplementare di 16,5 miliardi di €, che aiuterà i suoi partner nel mondo, assistenza umanitaria compresa.

UNO SGUARDO AL FUTURO

Con NextGenerationEU la Commissione non punta solamente a riparare i danni a breve termine causati dalla crisi, ma anche ad investire anche nel nostro futuro a lungo termine. Per questo le risorse finanziarie reperite tramite Next Generation EU convoglieranno verso i programmi dell’Unione nel rinnovato bilancio a lungo termine dell’UE.

In particolare, i fondamenti politici della ripresa si concentrano su
1. Green deal Europeo, che punta al potenziamento di energie rinnovabili, economia circolare trasporti più “puliti, non dimenticando però il sostegno alla riconversione professionale, così da aiutare le imprese a creare nuove possibilità economiche.

2. Rafforzamento del mercato unico adattandolo all’era digitale, che vuole investire in una maggiore connettività, potenziando nel mentre la cyberresilienza e la cybersicurezza, e che vuole costruire un’autentica economia basata sui dati.

3. Una ripresa equa ed inclusiva per tutti, che vuole aiutare il lavoratori attraverso il regime europeo a breve termine di riassicurazione dell’indennità di disoccupazione (SURE) e garantendo salari minimi equi e misure vincolanti di trasparenza delle retribuzioni.

Fonte : ec.europa.eu

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