Un bilancio per la ripresa

30 Giugno 2020 | Posted in Notizie

Di fronte a questa situazione senza precedenti la proposta della Commissione europea mobilita un sostegno mai visto prima. Il bilancio annuale 2021 aiuterà centinaia di migliaia di persone, imprese e regioni a superare la crisi e a uscirne più forti di prima. Perché questo accada, occorre un accordo sul bilancio a lungo termine e su Next Generation EU in grado di trasmettere un segnale di fiducia a tutta l’Europa. 

Johannes Hahn, Commissario europeo per il Bilancio

IL CONTESTO

Il bilancio dell’UE è adottato ogni anno, ma deve essere definito entro i limiti del quadro finanziario pluriennale (QFP) o c.d. “bilancio a lungo termine”. Il QFP è un programma di spesa che fissa gli importi massimi annui che l’UE può spendere in diversi settori di attività in un determinato periodo (di solito sette anni). La Commissione Europea prepara il progetto di bilancio e lo presenta al Parlamento Europeo e al Consiglio che costituiscono l’autorità di bilancio e che emendano e adottano il progetto di bilancio. Il bilancio per il 2021, una volta adottato, sarà il primo del nuovo QFP 2021-2027 e il primo bilancio annuale proposto dalla Commissione della Presidente von der Leyen.

Il progetto di bilancio per il 2021 si basa sulla proposta della Commissione per il prossimo bilancio a lungo termine dell’UE presentata il 27 maggio 2020: in quel contesto la Commissione ha proposto ufficialmente lo strumento per la ripresa dopo il Coronavirus, Next Generation EU, incorporato nel bilancio dell’UE a lungo termine.

Una volta che il Parlamento europeo e il Consiglio avranno trovato l’accordo sul QFP 2021-2027, compreso il piano per la ripresa, la Commissione adeguerà di conseguenza la sua proposta di bilancio per il 2021 con una lettera rettificativa.

BILANCIO PER IL 2021

La Commissione punta su un bilancio dellI’UE rafforzato, al fine di riparare i danni economici e sociali immediati causati dalla pandemia di coronavirus, dare avvio alla ripresa e preparare un futuro migliore per la prossima generazione.

La Commissione prevede per il 2021 un budget di €166.7 miliardi di € in impegni (-9,7% rispetto al 2020) di 163,5 miliardi di € in pagamenti (+0,8% rispetto al 2020).

Rispetto al passato, c’è NEXT GENERATION EU, che con i suoi 750 miliardi di €  vuole un potenziamento mirato del bilancio a lungo termine dell’UE. I fondi aggiuntivi di Next Generation EU andranno a tutti e tre i pilastri del piano di ripresa. L’ulteriore finanziamento sarà quindi destinato alle regioni, alle aziende e ai cittadini europei, al settore sanitario e ai partner globali. Sarà utilizzato in combinazione con i fondi in scadenza nel primo anno del quadro finanziario pluriennale 2021-2027.

I tre pilastri su cui interverrà Next Generation Eu sono:

  • Sostenere la ripresa degli Stati membri;
  • Rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati;
  • Trarre insegnamento dalla crisi

BILANCIO PER IL 2021 – NEL DETTAGLIO

Fonte : ec.europa.eu

Il progetto di bilancio per il 2021, potenziato da Next Generation EU, dirige i fondi verso dove  si può fare la differenza più grande, in linea con le esigenze di recupero più cruciali di

gli Stati membri dell’UE e i nostri partner in tutto il mondo.

  • 1,34 miliardi di € per il programma Europa digitale allo scopo di potenziare le ciberdifese dell’Unione e favorire la transizione digitale;
  • 3 miliardi di € a favore del meccanismo per collegare l’Europa allo scopo di investire in un’infrastruttura di trasporto aggiornata ad elevata efficienza per facilitare le connessioni transfrontaliere;
  • 575 milioni di € a favore del programma per il mercato unico, e ancora 36,2 milioni di € e 127 milioni di € rispettivamente per i programmi che promuovono la cooperazione nei settori della fiscalità e delle dogane;
  • 2,89 miliardi di € per Erasmus+ allo scopo di investire nei giovani e 306 milioni di € per i settori culturali e creativi attraverso Europa creativa;
  • 1,1 miliardi di € per il Fondo asilo e migrazione e 1 miliardo di € per il Fondo per la gestione integrata delle frontiere, allo scopo di rafforzare la cooperazione per la protezione delle frontiere esterne e la politica di migrazione e asilo;
  • 55,2 miliardi di € per la politica agricola comune e 813 milioni di € per il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, a beneficio degli agricoltori e dei pescatori europei, ma anche per rafforzare la resilienza del settore agroalimentare e di quello della pesca e dotarli dei mezzi necessari per gestire la crisi;
  • 228 milioni di € per il Fondo sicurezza interna e 1,05 milioni di € per il Fondo europeo per la difesa a sostegno dell’autonomia strategica e della sicurezza dell’Europa;
  • 1,9 miliardi di € per l’assistenza preadesione, a sostegno dei nostri partner, anche nei Balcani occidentali.

Una gran parte dei fondi sarà inoltre destinata alle azioni prioritarie individuate in relazione a Next Generation EU, in particolare:

  • 131,5 miliardi di € di prestiti e fino a 133 miliardi di € di sovvenzioni potranno essere forniti agli Stati membri nel quadro del dispositivo per la ripresa e la resilienza, che rientra in Next Generation EU;
  • 17,3 miliardi di €, 5 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno a Orizzonte Europa per rafforzare il sostegno europeo alle attività di ricerca e innovazione nei settori della salute e del clima;
  • 10,13 miliardi di € saranno destinati a InvestEU per investimenti in infrastrutture sostenibili, innovazione e digitalizzazione. Una parte dei fondi andrà al dispositivo per gli investimenti strategici per sviluppare l’autonomia strategica delle catene di approvvigionamento essenziali a livello europeo;
  • 8,28 miliardi di € andranno allo strumento di sostegno alla solvibilità, secondo la proposta per Next Generation EU, per affrontare i problemi di solvibilità delle imprese economicamente sostenibili di tutti i settori economici;
  • 47,15 miliardi di € saranno destinati alla politica di coesione e saranno integrati da altri 42,45 miliardi di € nel quadro di REACT-EU, secondo la proposta per Next Generation EU. I fondi saranno impiegati per sussidi all’occupazione, regimi di riduzione dell’orario di lavoro e misure a favore dell’occupazione giovanile, e della liquidità e solvibilità delle PMI;
  • 9,47 miliardi di €, 7,96 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno assegnati al Fondo per una transizione giusta in modo che la transizione verso la neutralità climatica non lasci indietro nessuno;
  • 619 milioni di € saranno destinati a rescEU, il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, in modo che l’Unione sia in grado di rispondere a emergenze su vasta scala;- 1,19 miliardi di €, 1,17 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno al nuovo programma per la salute EU4Health per attrezzare l’Unione contro future minacce sanitarie;
  • 15,36 miliardi di €, 3,29 dei quali nel quadro di Next Generation EU, saranno destinati ai nostri partner esterni attraverso lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI);
  • 2,8 miliardi di €, 1,3 dei quali nel quadro di Next Generation EU, andranno agli aiuti umanitari, per far fronte al crescente fabbisogno umanitario nelle zone più vulnerabili del mondo.
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L’EUROPA ATTORNO A NOI

13 Maggio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Giovani, Notizie

Abbiamo realizzato “l’Europa attorno a noi”, una serie di video sull’Unione Europea, la sua storia, i diritti e valori fondamentali e le Istituzioni. La serie è diretta sia agli studenti delle scuole superiori che a tutti i cittadini e le cittadine che vogliono conoscere un po’ di più l’Unione Europea.

Il primo video, uscito per la festa dell’Europa 2020, si chiama “La storia dell’UE in quattro punti” e riguarda il percorso storico dell’UE, dalla sua nascita ai giorni della Pandemia, visto però in quattro concetti chiave: la pace, una storia in divenire, un’Unione unita nella diversità e i progetti ambiziosi dell’UE.

#Europeday#Unioneeuropea

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#covid19 – la risposta dell’Europa – Webinar 9 Aprile 2020

6 Aprile 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

La risposta dell’UE al Coronavirus

Webinar – 9 Aprile 2020 – ore 10:00

Fin dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus, la Commissione europea ha messo in campo una serie di iniziative per affrontare la crisi sanitaria e la crisi economica ad essa collegate. 

Trattandosi di un’emergenza senza precedenti, anche la risposta dell’Unione europea è senza precedenti. L’UE sta mobilitando tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare gli Stati membri a coordinare le loro risposte nazionali e per attenuare le conseguenze della pandemia, impegnandosi per assicurare le forniture necessarie ai sistemi sanitari, difendere i posti di lavoro, fornire un sostegno alle imprese e fare in modo che la liquidità del settore finanziario possa continuare a sostenere l’economia, consentire la piena flessibilità offerta nel quadro della disciplina degli aiuti di Stato e del patto di stabilità e crescita, finanziare la ricerca scientifica di emergenza per vaccini e terapie.

Inoltre, in questo periodo di crisi, in tutta l’Unione europea, i paesi, le regioni e le città stanno aiutando i paesi vicini e viene fornita assistenza ai più bisognosi: si donano dispositivi di protezione come le mascherine, si curano pazienti malati oltrefrontiera e si riportano a casa i cittadini rimasti isolati all’estero. Questa è l’espressione migliore della solidarietà europea.

Il webinar intende fornire una visione d’insieme delle misure adottate e in corso di adozione e un approfondimento sul riorientamento dei fondi strutturali europei ai fini dell’emergenza coronavirus.  Programma dell’evento: 

ore 10:00 – Saluti e accoglienza –  Claudia Salvi,  Europe Direct Roma Innovazione – Formez PA

ore 10:10  – Introduzione – Claudia De Stefanis,  Responsabile Comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:20  – Coronavirus: le diverse aree di intervento delle istituzioni europee – Vito Borrelli, Capo f.f. della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:50  – L’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus – Mauro Cappello,  Docente Università Roma Tre ed Università della Tuscia

ore 11:20 -11:30 Domande e risposte

Termine iscrizioni: Giovedì, 9 Aprile, 2020 – 09:00

Il Webinar è organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia in collaborazione con lo Europe Direct Roma Innovazione

Link iscrizione : Qui 
“Come iscriversi a un evento” Qui 

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#COVID-19: La Commissione Europea potenzia su tutti i fronti la sua azione di contrasto all’epidemia di Coronavirus.

11 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Dopo aver preso parte alla videoconferenza con i leader UE, la Presidente Von Der Leyen ha annunciato una serie di nuove misure per potenziare la risposta dell’Unione al Coronavirus su tutti i fronti. La Presidente Von Der Leyen ha dichiarato: “la crisi che stiamo affrontando a causa del Coronavirus ha sia una dimensione umana significativa, sia, potenzialmente, un forte impatto economico. Per questo è essenziale agire, collettivamente e con decisione, per contenere la diffusione del virus, aiutare i pazienti e per contrastare la ricaduta economica”. Ieri la Presidente Von Der Leyen ha telefonato al Premier Conte per esprimere la solidarietà dell’UE al popolo italiano e continuerà a confrontarsi con le autorità italiane in merito a misure specifiche da adottare per supportare il Paese. A livello UE la Commissione ha mobilitato 140 milioni di euro di risorse finanziarie, pubbliche e private, destinate a ricerca su vaccini, diagnosi e trattamenti. 

La Commissione, inoltre, rafforzerà il suo ruolo di coordinamento e terrà contatti giornalieri con i Ministri della Salute e dell’Interno dei vari Stati Membri, per poter discutere tutte le misure necessarie. Oltre a ciò, si sta facendo il punto sia rispetto alla disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e apparecchi respiratori, sia rispetto alla capacità di produzione e distribuzione degli stessi. A tal fine, il Commissario Breton ha tenuto una videoconferenza con rappresentanti ad alto livello di grosse aziende UE produttrici di Dispositivi di Protezione Individuale, i quali hanno espresso la propria volontà di incrementarne la produzione, in modo da far fronte alla domanda sempre crescente. La prossima settimana si terrà una videoconferenza di aggiornamento rispetto a questo. 

Sul fronte economico, la Commissione istituirà un piano di investimenti in risposta al Coronavirus con lo scopo di canalizzare 25 miliardi di euro nel supporto diretto di sistemi sanitari nazionali,  PMI, mercati del lavoro e delle aree più vulnerabili dell’economia UE. Questa misura diminuirà la pressione dall’industria aeronautica, in particolare con riferimento alle compagnie aeree più piccole. Sono disponibili online un comunicato stampa con la lista di tutte le misure e una pagina web dedicata agli interventi dell’UE per l’epidemia di Coronavirus.

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#Brexit A breve l’inizio dei negoziati Futuro partenariato UE-Regno Unito

3 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“È ora di mettersi al lavoro, il tempo stringe. Negozieremo con spirito di equità e in trasparenza, ma fino all’ultimo difenderemo gli interessi dell’UE e gli interessi dei nostri cittadini.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il contesto

Il 31 gennaio 2020 si è “ufficializzata” la Brexit, ovvero il Regno Unito è ufficialmente uscito dall’Unione europea. Le modalità del recesso stabilite dall’accordo prevedono un periodo di transizione durante il quale il diritto dell’Unione continua ad applicarsi al Regno Unito, almeno fino al 31 dicembre 2020.

La raccomandazione della Commissione europea

La Commissione europea ha adottato il 3 febbraio 2020 una raccomandazione rivolta al Consiglio dell’UE per autorizzare la Commissione stessa ad avviare formalmente i negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito.

La raccomandazione trova la sua base nella dichiarazione politica approvata dall’UE e dal Regno Unito nell’ottobre 2019, nonché sugli orientamenti del Consiglio europeo (Articolo 50) sulle future relazioni UE-Regno Unito. Il Consiglio europeo, formato dai leader politici dei 27 stati membri e atto a formare le linee guida politiche dell’Unione, aveva infatti espresso la necessità di creare un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito, in particolare negli ambiti di cooperazione commerciale ed economica, lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale, sicurezza, la difesa e la politica estera.

Si può considerare la raccomandazione della Commissione come il primo passo nell’iter negoziale.

La decisione del Consiglio: la Commissione è il negoziatore dell’UE.

Il 25 febbraio, in risposta alla raccomandazione, il Consiglio ha adottato la decisione che autorizza l’avvio di negoziati per un nuovo partenariato con il Regno Unito e che nomina formalmente la Commissione negoziatore dell’UE.

Il Consiglio ha inoltre adottato le direttive di negoziato che costituiscono il mandato della Commissione per i negoziati, delimitandone l’ambito e fissando i termini del futuro partenariato.

In primis, secondo tali direttive, è necessario garantire condizioni di parità per una concorrenza libera e leale tra l’UE ed il Regno Unito. Con riferimento agli ambiti di interesse, i negoziati dovranno occuparsi, oltre che dei sopracitati settori, anche di commercio digitale, proprietà intellettuale, appalti pubblici, mobilità, trasporti , energia, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica.

Le prossime tappe

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

Fonti NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; PRESSCORNER DEL CONSIGLIO

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#Covid19 – Come si sta muovendo l’UE

27 Febbraio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

La Commissione si è attivata su più fronti per ridurre al minimo la diffusione del Coronavirus, con misure specifiche per l’Italia.

Un pacchetto di aiuti di 232 milioni di EUR

Il pacchetto di aiuti, del valore di 232 milioni di euro, sarà destinato a vari settori e sarà in parte disponibile fin da subito ed in parte allocato nei prossimi mesi. Nello specifico i fondi saranno differenziati così:

114 milioni sosterranno l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare il piano globale di preparazione e risposta a livello mondiale, al fine di rafforzare la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e una resilienza limitata.

15 milioni saranno assegnati all’Africa, anche all’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, per sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.

100 milioni per il contenimento e la prevenzione, di cui fino a 90 milioni di partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni per la ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.

3 milioni sono previsti per i voli di rimpatrio dei cittadini dell’UE da Wuhan.

Un piano d’azione coordinata

La Commissione Europea coordina gli stati membri attraverso tre meccanismi chiave : 1. il sistema di allarme rapido e di reazione ; 2. Comitato per la Sicurezza Sanitaria (CSS) 3. il network dei comunicatori del comitato per la sicurezza sanitaria.

Tali strumenti aiutano la cooperazione , il rapido scambio di informazioni e la pianificazione della risposta al Covid-19.

Una particolare attenzione all’Italia è riservata dalla Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides che offre il massimo supporto alle autorità italiane, anche grazie ad una missione congiunta di esperti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità che si recherà in Italia questa settimana.

Fonti : UE Press Corner ; Q&A sul Covid-19

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#Finanziamenti per le imprese

29 Gennaio 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Giovani, Imprese, Notizie, Opportunità

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, detto sinteticamente FESR, è uno dei Fondi strutturali e di investimento europei il cui obiettivo è quello di finanziare progetti di sviluppo all’interno dell’Unione europea. Il POR FESR è gestito dalla Regione Veneto.

BANDI APERTI

BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INNOVAZIONE DA PARTE DELLE PMI

POR FESR 2014-2020  – Asse 1Azione 1.1.2 – Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese.

Chi sono i beneficiari
Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI)

Dotazione finanziaria: 3.000.000 Euro (stanziamento di euro 1.000.000 per ciascun sportello)

Link al bando 

BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DA PARTE DELLE PMI.

POR FESR 2014-2020  – Asse 3 Azione 3.4.2. – Bando per il sostegno all’acquisto di servizi per l’internazionalizzazione da parte delle PMI

Chi sono i beneficiari: Micro, piccole e medie imprese (PMI); Consorzi con attività esterna, società consortili,società cooperative, contratti di «rete soggetto».

Dotazione finanziaria
3.000.000 euro

Link al bando 

BANDO PER IL SOSTEGNO A PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’EXPORT SVILUPPATI DA DISTRETTI INDUSTRIALI, RETI INNOVATIVE REGIONALI E AGGREGAZIONI DI IMPRESE.

POR FESR 2014-2020  – Asse 3Azione 3.4.1. – “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”. 

Chi sono i beneficiari
Almeno 3 PMI, facenti parte di un Distretto Industriale, di una Rete Innovativa regionale, o riunite in Aggregazione di Imprese

Dotazione finanziaria
Lo stanziamento complessivamente previsto per il sostegno dei progetti è di euro 10.000.000, di cui euro 4.000.000 dedicati ai progetti che si riferiscono ai distretti industriali e alle reti innovative regionali ed euro 6.000.000 ai progetti presentati da aggregazioni di imprese.

Link al bando 

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#ambiente Un Green Deal Europeo

16 Gennaio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è stato presentato il 14 gennaio 2020 e mobiliterà i fondi dell’UE e agevolerà investimenti pubblici e privati, avvalendosi di InvestEu, con l’obiettivo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva.

Cos’è il Green Deal Europeo

Il piano di investimenti ha quattro obiettivi fondamentali:

Diventare climaticamente neutra entro il 2050
Proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento : verrà adottata una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale dell’inquinamento.
Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti : verranno proposti un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, e una strategia per la biodiversità. Quest’ultima sarà finalizzata a ridurre la perdita della biodiversità e a proteggere il lavoro fondamentale degli agricoltori europei.
Contribuire a una transizione giusta e inclusiva : poiché non tutte le regioni europee e gli Stati Membri partono dallo stesso punto, sarà necessario offrire ad alcuni un sostegno maggiore. Il Meccanismo per una Transazione Giusta si avvarrà di tre fonti di finanziamento: un “Fondo per la transizione equa” per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE e che concederà principalmente sovvenzioni alle regioni sostenendo PMI e lavoratori, un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

L’UE come leader mondiale , cos’è stato fatto finora e cosa succederà nel futuro.

L’UE è l’unica grande economia del mondo ad aver istituito un quadro legislativo in tutti i settori dell’economia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e tra il 1990 e il 2018, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 23 %, mentre l’economia è cresciuta del 61 %.

Di recente , inoltre l’UE ha adottato delle norme finalizzate a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso, che rappresenta il 70 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee.

Sulla base dell’accordo di Parigi, fondamentale per la lotta al cambiamento climatico, l’UE si pone ora come obiettivo quello di lavorare per una soluzione a livello mondiale, utilizzando a diplomazia, gli scambi e la cooperazione allo sviluppo per promuovere l’azione per il clima.

A riguardo l’UE ha, per il futuro, i seguenti obiettivi fondamentali:

– Collaborare con l’Africa al fine di porre il tema del clima e dell’ambiente al centro delle nostre relazioni; – dopo il vertice di Poznan istituire un’agenda verde per i Balcani occidentali che rispecchi il Green Deal;
– istituire partenariati in materia di ambiente, energia e clima con il partenariato orientale e il vicinato meridionale;
– instaurare Alleanze verdi con paesi e regioni partner dell’America latina, dei Caraibi, dell’Asia e del Pacifico.

Fonti

NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; UN GREEN DEAL EUROPEO

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Il Fenomeno della dispersione scolastica

28 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

L’iniziativa

Vi invitiamo a partecipare al convegno dal titolo “Il fenomeno della dispersione scolastica – proposte per contrastare il problema” organizzato dalla Provincia di Verona/Europe Direct Verona in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Verona, che si terrà  giovedì 5 dicembre p.v. dalle 15 alle 18 in Loggia di Fra’ Giocondo (Piazza dei Signori – Verona).

L’evento è inserito in progetto più ampio riguardante la problematica dei NEET, ovvero dei giovani che non studiano non lavorano e non seguono una formazione, e si focalizzerà su uno degli elementi scatenanti del fenomeno, ovvero la dispersione scolastica. Secondo i dati Eurostat nel 2018 i giovani NEET italiani erano quasi il doppio della media europea, quindi, nonostante il Veneto sia una delle Regioni con minor tasso di abbandono scolastico, rimane la necessità di affrontare questa problematica con professionisti del settore.

L’evento è diretto principalmente agli insegnanti, agli educatori, ai professionisti della formazione, ma anche ai rappresententi di classe e di istituto delle scuole veronesi.

Il convegno si svilupperà, dopo i saluti istituzionali,  con una introduzione all’argomento, per poi trattare le sue problematicità e l’impatto che ha sui giovani e le giovani a livello locale. Verrà poi esposto come la dispersione è affrontata anche a livello europeo. Nella seconda parte si analizzeranno possibili soluzioni trattando anche “Garanzia Giovani”, piano dell’UE contro la disoccupazione gestito da Veneto Lavoro, e la best practice di una realtà del nostro territorio che si è impegnata nel concreto per arginare il fenomeno. Concluderà l’iniziativa la presentazione di approcci al problema da utilizzare concretamente a scuola.  

Seguirà l’intervento da parte del pubblico.

Interverranno

DAVID DI MICHELE – Vice Presidente Provincia di Verona

ALBINO BARRESI – Provveditorato agli studi di Verona

VALERIA FANTINI – Europe Direct Verona

FRANCESCO SUSCA – Veneto Lavoro

MICHELE ORLANDO – Cooperativa Servizi Assistenziali C.S.A

DONATO DE SILVESTRI -Università di Verona, ISSR

modera GIOVANNI CHEMELLO -Provincia di Verona

L’evento è gratuito e aperto al pubblico.

Per ragioni organizzative vi invitiamo gentilmente alla preventiva registrazione al seguente link: http://bit.ly/IscrizioneConvegno_

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

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