Parità – Giornata per la parità retributiva.

4 Novembre 2019 | Posted in Notizie

[Parità] Giornata per la parità retributiva

La trasparenza retributiva, assieme ad altre soluzioni come una ripartizione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne (resa possibile dalla nuova direttiva dell’UE sul congedo parentale e per i prestatori di assistenza) ci aiuterebbe a intervenire sulle cause profonde della disparità retributiva tra uomini e donne. […] Dobbiamo continuare a batterci contro la disparità retributiva tra uomini e donne allo scopo di ottenere una manodopera più efficace e una società più equa

[dichiarazione congiunta di Frans Timmermans, primo vicepresidente, Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori e Věra Jourová, commissaria responsabile per la giustizia, i consumatori e la parità di genere]

La Giornata europea per la parità retributiva cade il 4 novembre: la data è simbolica e sta ad indicare il giorno a partire dal quale le donne cessano di essere remunerate rispetto ai colleghi maschi per lo stesso lavoro.

La Parità Retributiva e l’UE

Per quanto riguarda la parità retributiva, c’è stato un lieve miglioramento (0,2%) rispetto al 2019, ma le donne dell’Unione europea continuano a guadagnare in media il 16% meno degli uomini.
Il divario retributivo è dovuto a diverse cause e fattori: le donne lavorano più di frequente a tempo parziale, nelle aziende spesso si scontrano con il “soffitto di cristallo” causato da stereotipi e discriminazioni, o, spesso, spetta in primis a loro occuparsi della famiglia.
Nel 2017 la Commissione ha avviato un piano d’azione dell’UE per contrastare il divario retributivo di genere, questo, tra l’altro, vuole anche migliorare la trasparenza retributiva, in modo da comprendere al meglio il peso delle varie cause del fenomeno, e poterlo arginare al meglio. Online, si trovano inoltre i risultati della consultazione pubblica, portata avanti dalla Commissione nel febbraio del 2019 e riguardante il funzionamento delle norme europee sulla parità retributiva.

La Parità di genere e l’UE

Trattato CEE 1957 – Art 119 del trattato CEE tutelava le donne come lavoratrici. Con la Comunità Economica Europea, era prevista una tutela per le donne all’Articolo 119 del trattato CEE. Pur presentando dei limiti, in quanto l’articolo riguardava solamente le donne come lavoratrici senza offrire loro una tutela più ampia, è un articolo importante in quanto è stato la base negli anni 70 della sentenza Defrenne.
Anni ’70 – Sentenza Defrenne. La sentenza riconosceva i diritti di una lavoratrice
Belga nei confronti di una compagnia aerea, aprendo la strada per l’implementazione di alcune direttive mirate a proteggere le donne lavoratrici, specificamente a riguardo della parità salariale.
Anni ’80 – 1982 – 1985 varato il primo programma d’azione pluriennale per le
pari opportunità
.
Anni ’90 – Tutela della donne anche in campo economico, sociale e sanitario.
Nel corso degli anni ’90, le donne iniziano a ricevere delle tutele non più solamente in quanto lavoratrici ma anche nella loro sfera sociale economica e sanitaria e nel 1999 viene istituita la Commissione permanente per i diritti delle donne e delle pari opportunità. Molti sostengono che questo cambio di atteggiamento sia in gran parte dovuto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Unione poiché all’epoca erano paesi molto all’avanguardia con riferimento alle pari opportunità.
Anni 2000 – Trattato di Lisbona. Il Trattato sulla Unione Europea, all’articolo 2, considera la parità tra i sessi come uno dei valori fondanti. La parità è anche citata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che all’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione anche sulla base del sesso e all’articolo 23 sancisce la necessità di promuovere la parità di genere in tutti i campi anche se comunque specifica che questo non osta all’adozione di norme o misure che prevedano dei vantaggi specifici al sesso sottorappresentato.
Strategia per la parità tra uomini e donne 2010 – 2015, i cui punti sono stati rinnovati anche nel più recente Impegno strategico della Commissione per la parità di genere (Impegno Strategico a favore della parità di genere 2016-2019).
Questo documento dimostra come la Commissione si sia impegnata in 5 punti chiave: 1. accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantire una pari indipendenza economica per donne e uomini; 2. ridurre il divario di genere in termini di retribuzioni , introiti e pensioni e combattere la povertà tra donne; 3. promuove la parità nel processo decisionale quindi facendo riferimento alla presenza di donne con incarichi di potere nelle imprese; 4. lottare contro la violenza di genere e sostenere le vittime; 5. promuovere la parità di genere e i diritti delle donne in tutto il mondo.
Inoltre questo impegno strategico prevede anche il gender mainstreaming o integrazione di genere. Con questo concetto si intende incorporare questo valore di parità in tutte le politiche portate avanti dall’Unione, non solamente quelle riguardanti questo soggetto nello specifico.

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L’UE e lo sport

12 Giugno 2019 | Posted in Notizie

L’UE e lo sport

Anche lo sport è un settore di responsabilità dell’UE. Le basi di questo nuovo tipo di politica vennero gettate dalla Commissione con il Libro bianco sullo sport del 2007, prima “iniziativa globale”. In esso vi erano previsti vari obiettivi tra cui il rafforzamento del ruolo sociale dello sport, la promozione della salute pubblica attraverso l’attività fisica, il rilancio delle attività di volontariato, lotta contro doping, la corruzione, ecc. 

I tre grandi settori che l’UE ricopre comprendono: il ruolo sociale dello sport; la sua dimensione economica; il quadro politico e giuridico del settore dello sport.

 I Risultati

  1. Evoluzione delle politiche

Grazie all’iniziativa del Libro bianco e il piano d’azione di Pierre de Coubertin nel 2007, l’Unione si è posta degli obiettivi che a piccoli passi nel corso degli anni verranno a realizzarsi. Il concetto di “dimensione europea dello sport”, richiamato nella comunicazione intitolata «Sviluppare la dimensione europea dello sport» della Commissione Europea del Gennaio 2011, evidenzia le potenzialità che lo sport possiede nello sviluppo dei vari obiettivi della strategia Europa 2020. Il piano di lavoro del 2014-2017 venne ampliato, per quanto riguarda quello del 2017-2020, facendo particolare attenzione alla tutela dei minori, alla lotta contro le partite truccate, il doping, la corruzione, l’innovazione dello sport ne mercato digitale e per finire all’inclusione sociale, la sanità, l’ambiente, ed altri.

  1. Programmi d’azione

Erasmus+ contribuisce allo sviluppo dello sport: l’1,8% del bilancio annuale infatti è dedicato alle attività connesse ad esso, con lo scopo di sostenere patti tra diversi enti che collaborano tra loro e eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Il Parlamento europeo ha proposto, nel 2012, l’istituzione della settimana europea dello sport che è volta a incoraggiare i cittadini europei a praticare un’attività fisica, infatti è emerso che il 59% degli europei non ha mai praticato o ha praticato raramente un’attività fisica o sportiva. 

Un’altra priorità dell’UE è inclusione sociale che comporta una priorità nel ruolo dello sport: la Commissione europea agevola lo scambio di pratiche riguardanti l’integrazione dei migranti, attraverso finanziamenti volti a cancellare il divario che è presente nella società di oggi. Un ruolo chiave è quello del calcio in materia di inclusione sociale che, con organi come l’UEFA, aiuta a creare una “mappatura” delle attività a sostegno dell’inclusione sociale dei rifugiati.

Il Parlamento ha affrontato questioni come la parità di genere nello sport, l’integrazione nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale dei rifugiati. Inoltre è attivo nella lotta alle partite truccate e alla corruzione nello sport. L’importanza dello sport nel settore del turismo venne riconosciuto dal Parlamento europeo come una opportunità per richiamare turisti da regioni periferiche grazie a numerosi eventi sportivi.

Articolo scelto ed elaborato da Matteo Tognella, in Alternanza Scuola-Lavoro presso Europe Direct Verona, in occasione del Giro d’Italia 2019

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#Europee2019 – tutto quello che c’è da sapere

25 Maggio 2019 | Posted in Notizie

Le Elezioni

Il 26 maggio 2019 i cittadini saranno chiamati ad esercitare il proprio diritto di voto per eleggere i deputati che comporranno il Parlamento europeo per i prossimi 5 anni e che potranno rappresentare i loro interessi in Europa. 

I deputati saranno eletti secondo i sistemi elettorali nazionali, che devono, però, osservare alcune disposizioni comuni stabilite dal diritto dell’UE come la rappresentanza proporzionale. L’Italia, a cui spettano 73 seggi in Parlamento, costituisce un collegio unico ripartito in cinque circoscrizioni e Verona e il Veneto fanno parte della Circoscrizione II dell’Italia Nord-Orientale, insieme a Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.

Secondo i dati gentilmente forniteci dall’Osservatorio Elettorale del Consiglio Regionale del Veneto, nelle ultime elezioni europee, nel 2014, ha votato il 65,4% degli elettori della provincia nostrana – circa l’8% in meno rispetto al 2009 – i quali hanno dato le loro preferenze a Partito Democratico (34,9%), Lega Nord (19,6%) e Movimento 5 Stelle (19,1%).

l voto di lista si esprime tracciando sulla scheda un segno X sul contrassegno corrispondente alla lista prescelta. È possibile esprimere da uno a tre voti di preferenza per candidati compresi nella lista votata, ma deve essere rispettata la parità di genere.

Il Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo, eletto a suffragio universale, è la voce dei cittadini dell’Unione.

  1. Ruolo: organo legislativo dell’UE eletto a suffragio universale con competenze di vigilanza e di bilancio
  2. Membri: 751 deputati (membri del Parlamento europeo) – il numero per ogni paese è approssimativamente proporzionale alla popolazione di ciascuno di essi.
  3. Presidente: Antonio Tajani 

COMPITI DEL PARLAMENTO EUROPEO

LEGISLAZIONE

Il Parlamento Europeo condivide con il Consiglio dell’Unione europea (composto dai ministri degli Stati Membri), il potere legislativo dell’Unione europea, cioè è responsabile dell’approvazione di regolamenti, direttive e altri atti legislativi. A differenza dei parlamenti nazionali, però, non ha l’iniziativa legislativa, che spetta alla Commissione Europea.

SUPERVISIONE 

Il Parlamento Europeo volge un controllo democratico su tutte le istituzioni dell’UE ed elegge formalmente il presidente della Commissione e approva quest’ultima in quanto Organo.

Il Parlamento, inoltre, esamina le petizioni dei cittadini e avvia indagini e discute la politica monetaria con la Banca centrale europea.

BILANCIO

Il Parlamento Europeo approva il bilancio annuale dell’Unione, proposto dalla Commissione. Anche questo potere è condiviso con il consiglio dell’Unione, ma il parlamento ha l’ultima parola ed è responsabile del controllo sulla sua messa in atto. 

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#FondiUE per il settore ricettivo turistico

8 Aprile 2019 | Posted in Finanziamenti indiretti, Notizie

POR FESR 2014-2020.

Bando per l’erogazione di contributi per investimenti innovativi nel settore ricettivo turistico alle piccole e medie imprese di pianura.

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L’UE e il 2019

30 Gennaio 2019 | Posted in Notizie

Una panoramica sul 2019

Il 2019 sarà un anno importantissimo per l’Unione Europa. Il ventesimo anniversario della moneta unica, infatti cade in concomitanza con una serie di cambiamenti che toccheranno da vicino le istituzioni: in primo luogo, a Maggio si terranno le elezioni del Parlamento Europeo, le prime senza la Gran Bretagna, e a queste seguirà la selezione per una nuova Commissione Europea e per il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, in quanto il 2019 vede anche la fine degli incarichi di Juncker, per la Commissione, e Mario Draghi, per la BCE.

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#FondiUE per le produzioni cinematografiche in Veneto

7 Gennaio 2019 | Posted in Finanziamenti indiretti, Imprese, Notizie

 

Il POR-FEASR (Piano Operativo Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2014-2020 prevede lo stanziamento di  1 milione e 500 mila euro a sostegno degli investimenti per produzioni audiovisive in Veneto.

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I negoziati per la Brexit

4 Dicembre 2018 | Posted in Notizie

I negoziati per la Brexit

Cos’è successo e cosa c’è di nuovo?

Il 23 giugno 2016 i cittadini del Regno Unito hanno votato per lasciare l’Unione Europea e il 29 Marzo 2017 il Regno Unito ha notificato formalmente al Consiglio, la propria intenzione di lasciare l’Unione Europea ex art. 50 del Trattato di Lisbona. Read more →

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Volontariato in California nella raccolta fondi e organizzazione eventi con Human Rights Watch

31 Agosto 2018 | Posted in Giovani, Notizie

Dove: San Francisco, California

Destinatari: studenti universitari

Quando: da 22 agosto al 5 dicembre 2018

Descrizione dell’ente

Human Rights Watch, organizzazione non governativa, no profit impegnata nella difesa dei diritti umani è alla ricerca di Studenti o laureati in Giornalismo, in Affari Internazionali, Cinema o ambiti affini, nonché giovani impegnati ed interessati alla tutela dei diritti umani.

Più nel dettaglio, l’organizzazione offre la possibilità di fare domanda per una esperienza formativa,una all’interno del dipartimento raccolta fondi e organizzazione eventi della sede di San Francisco

Descrizione dell’offerta

Lo stage formativo si focalizza sulla raccolta di fondi al livello sociale, all’interno dell’ organizzazione internazionale senza scopo di lucro. Durante il percorso formativo, il tirocinante acquisirà conoscenza delle questioni relative ai diritti umani dell’organizzazione e svilupperà competenze in materia di raccolta fondi, pianificazione degli eventi e monitoraggio delle informazioni.

Lo stage ha una durata complessiva di 10/15 ore a settimana, con possibili, ma occasionali,  turni notturni

Attività previste

  • organizzazioni di eventi per raccolta fondi
  • aggiornamento del database
  • gestione della posta elettronica e scrittura di lettere
  • mantenimento relazioni con i donatori

Requisiti

  • studenti iscritti all’università e laureati
  • buone competenze informatiche (MS Office)
  • costituiscono titolo preferenziale esperienza pregressa  nel fundraising e nell’organizzazione di eventi 

 

Articolo scelto ed elaborato da Matteo Tognella, in Alternanza Scuola-Lavoro presso Europe Direct Verona

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Opportunità di mobilità per i giovani

30 Agosto 2018 | Posted in Giovani, Notizie

 

 

Ecco alcune opportunità di lavoro e stage europee ed extraeuropee.

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Caso Diciotti: una barca in attesa di attraccare

27 Agosto 2018 | Posted in Notizie

Cade nel vuoto l’ultimatum lanciato da Roma a Bruxelles. La Commissione europea venerdì ha reagito alle minacce del vice primo ministro Di Maio, che paventa di tagliare il contributo dell’Italia al budget europeo se gli stati membri non accoglieranno i 148 migranti a bordo della nave Diciotti, ferma nel porto di Catania.

“In Europa le minacce sono inutili, non portano da nessuna parte. -ha affermato un portavoce dell’esecutivo europeo- L’unico modo per risolvere il problema in Europa è lavorare insieme in modo costruttivo e con buona volontà. Non si tratta di una disputa tra la Commissione europea e qualcun’altro: sono gli Stati membri che devono trovare una soluzione e ovviamente la Commissione come sempre è lì per aiutare “.

L’incontro di venerdì era pero’ solo uno dei molti in vista del summit di ottobre, dove i leader europei dovranno discutere, tra l’altro, della riforma del sistema comune di asilo.

Ma quanto riceve l’Italia dall’UE? Stando ai dati della Commissione europea, nel 2017 le sono stati versati 10 miliardi di euro, 12 nel 2016 e 20 nel 2015. A questi soldi si devono aggiungere pero’ quelli relativi ad altri fondi specifici come i fondi strutturali e di investimento e quelli dedicati alla gestione dell’immigrazione.

Articolo scelto ed elaborato da Matteo Tognella, in Alternanza Scuola-Lavoro presso Europe Direct Verona

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