Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

9 Nov. 1989 – 30 anni dalla caduta del muri di Berlino

11 Novembre 2019 | Posted in Notizie, Senza categoria

Scendendo in piazza nell’autunno 1989, le persone rischiarono la propria libertà per conquistare la libertà di tutti. Il loro coraggio ha demolito muri, la loro coesione ha ispirato l’Europa e il mondo, la loro rivoluzione pacifica ha scritto la Storia. Hanno ricucito la frattura di questo continente diviso dalla guerra, ne hanno riconciliato la storia con la geografia.
Quelle persone hanno fatto la Storia anziché subirla. Grazie a loro, un’intera generazione di giovani europee ed europei conosce soltanto una vita fatta di pace e libertà, un’Europa in cui possiamo viaggiare, vivere, amare attraverso le frontiere.
Il 9 novembre è una data che resterà per sempre impressa nella mia memoria anche per motivi personali. Dopo un grave incidente stradale e tre settimane di coma, mi risvegliai proprio il 9 novembre 1989 e alla televisione vidi le immagini della caduta del Muro: una sensazione indescrivibile, una pietra miliare nella politica mondiale e l’inizio di una vita nuova, per il nostro continente europeo e per me
personalmente.
Il 9 novembre 1989 è e resterà un momento decisivo della storia dell’Europa, ma allo stesso tempo ci indica la via da seguire: essere oggi altrettanto determinati dei nostri concittadini di allora nella difesa di una società libera e democratica in Europa.

– Dichiarazione del presidente della Commissione Jean-Claude Juncker in occasione del trentennale della rivoluzione pacifica del 9 novembre 1989
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

Parità – Giornata per la parità retributiva.

4 Novembre 2019 | Posted in Notizie

[Parità] Giornata per la parità retributiva

La trasparenza retributiva, assieme ad altre soluzioni come una ripartizione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne (resa possibile dalla nuova direttiva dell’UE sul congedo parentale e per i prestatori di assistenza) ci aiuterebbe a intervenire sulle cause profonde della disparità retributiva tra uomini e donne. […] Dobbiamo continuare a batterci contro la disparità retributiva tra uomini e donne allo scopo di ottenere una manodopera più efficace e una società più equa

[dichiarazione congiunta di Frans Timmermans, primo vicepresidente, Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori e Věra Jourová, commissaria responsabile per la giustizia, i consumatori e la parità di genere]

La Giornata europea per la parità retributiva cade il 4 novembre: la data è simbolica e sta ad indicare il giorno a partire dal quale le donne cessano di essere remunerate rispetto ai colleghi maschi per lo stesso lavoro.

La Parità Retributiva e l’UE

Per quanto riguarda la parità retributiva, c’è stato un lieve miglioramento (0,2%) rispetto al 2019, ma le donne dell’Unione europea continuano a guadagnare in media il 16% meno degli uomini.
Il divario retributivo è dovuto a diverse cause e fattori: le donne lavorano più di frequente a tempo parziale, nelle aziende spesso si scontrano con il “soffitto di cristallo” causato da stereotipi e discriminazioni, o, spesso, spetta in primis a loro occuparsi della famiglia.
Nel 2017 la Commissione ha avviato un piano d’azione dell’UE per contrastare il divario retributivo di genere, questo, tra l’altro, vuole anche migliorare la trasparenza retributiva, in modo da comprendere al meglio il peso delle varie cause del fenomeno, e poterlo arginare al meglio. Online, si trovano inoltre i risultati della consultazione pubblica, portata avanti dalla Commissione nel febbraio del 2019 e riguardante il funzionamento delle norme europee sulla parità retributiva.

La Parità di genere e l’UE

Trattato CEE 1957 – Art 119 del trattato CEE tutelava le donne come lavoratrici. Con la Comunità Economica Europea, era prevista una tutela per le donne all’Articolo 119 del trattato CEE. Pur presentando dei limiti, in quanto l’articolo riguardava solamente le donne come lavoratrici senza offrire loro una tutela più ampia, è un articolo importante in quanto è stato la base negli anni 70 della sentenza Defrenne.
Anni ’70 – Sentenza Defrenne. La sentenza riconosceva i diritti di una lavoratrice
Belga nei confronti di una compagnia aerea, aprendo la strada per l’implementazione di alcune direttive mirate a proteggere le donne lavoratrici, specificamente a riguardo della parità salariale.
Anni ’80 – 1982 – 1985 varato il primo programma d’azione pluriennale per le
pari opportunità
.
Anni ’90 – Tutela della donne anche in campo economico, sociale e sanitario.
Nel corso degli anni ’90, le donne iniziano a ricevere delle tutele non più solamente in quanto lavoratrici ma anche nella loro sfera sociale economica e sanitaria e nel 1999 viene istituita la Commissione permanente per i diritti delle donne e delle pari opportunità. Molti sostengono che questo cambio di atteggiamento sia in gran parte dovuto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Unione poiché all’epoca erano paesi molto all’avanguardia con riferimento alle pari opportunità.
Anni 2000 – Trattato di Lisbona. Il Trattato sulla Unione Europea, all’articolo 2, considera la parità tra i sessi come uno dei valori fondanti. La parità è anche citata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che all’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione anche sulla base del sesso e all’articolo 23 sancisce la necessità di promuovere la parità di genere in tutti i campi anche se comunque specifica che questo non osta all’adozione di norme o misure che prevedano dei vantaggi specifici al sesso sottorappresentato.
Strategia per la parità tra uomini e donne 2010 – 2015, i cui punti sono stati rinnovati anche nel più recente Impegno strategico della Commissione per la parità di genere (Impegno Strategico a favore della parità di genere 2016-2019).
Questo documento dimostra come la Commissione si sia impegnata in 5 punti chiave: 1. accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantire una pari indipendenza economica per donne e uomini; 2. ridurre il divario di genere in termini di retribuzioni , introiti e pensioni e combattere la povertà tra donne; 3. promuove la parità nel processo decisionale quindi facendo riferimento alla presenza di donne con incarichi di potere nelle imprese; 4. lottare contro la violenza di genere e sostenere le vittime; 5. promuovere la parità di genere e i diritti delle donne in tutto il mondo.
Inoltre questo impegno strategico prevede anche il gender mainstreaming o integrazione di genere. Con questo concetto si intende incorporare questo valore di parità in tutte le politiche portate avanti dall’Unione, non solamente quelle riguardanti questo soggetto nello specifico.

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

L’UE e lo sport

12 Giugno 2019 | Posted in Notizie

L’UE e lo sport

Anche lo sport è un settore di responsabilità dell’UE. Le basi di questo nuovo tipo di politica vennero gettate dalla Commissione con il Libro bianco sullo sport del 2007, prima “iniziativa globale”. In esso vi erano previsti vari obiettivi tra cui il rafforzamento del ruolo sociale dello sport, la promozione della salute pubblica attraverso l’attività fisica, il rilancio delle attività di volontariato, lotta contro doping, la corruzione, ecc. 

I tre grandi settori che l’UE ricopre comprendono: il ruolo sociale dello sport; la sua dimensione economica; il quadro politico e giuridico del settore dello sport.

 I Risultati

  1. Evoluzione delle politiche

Grazie all’iniziativa del Libro bianco e il piano d’azione di Pierre de Coubertin nel 2007, l’Unione si è posta degli obiettivi che a piccoli passi nel corso degli anni verranno a realizzarsi. Il concetto di “dimensione europea dello sport”, richiamato nella comunicazione intitolata «Sviluppare la dimensione europea dello sport» della Commissione Europea del Gennaio 2011, evidenzia le potenzialità che lo sport possiede nello sviluppo dei vari obiettivi della strategia Europa 2020. Il piano di lavoro del 2014-2017 venne ampliato, per quanto riguarda quello del 2017-2020, facendo particolare attenzione alla tutela dei minori, alla lotta contro le partite truccate, il doping, la corruzione, l’innovazione dello sport ne mercato digitale e per finire all’inclusione sociale, la sanità, l’ambiente, ed altri.

  1. Programmi d’azione

Erasmus+ contribuisce allo sviluppo dello sport: l’1,8% del bilancio annuale infatti è dedicato alle attività connesse ad esso, con lo scopo di sostenere patti tra diversi enti che collaborano tra loro e eventi sportivi europei senza scopo di lucro.

Il Parlamento europeo ha proposto, nel 2012, l’istituzione della settimana europea dello sport che è volta a incoraggiare i cittadini europei a praticare un’attività fisica, infatti è emerso che il 59% degli europei non ha mai praticato o ha praticato raramente un’attività fisica o sportiva. 

Un’altra priorità dell’UE è inclusione sociale che comporta una priorità nel ruolo dello sport: la Commissione europea agevola lo scambio di pratiche riguardanti l’integrazione dei migranti, attraverso finanziamenti volti a cancellare il divario che è presente nella società di oggi. Un ruolo chiave è quello del calcio in materia di inclusione sociale che, con organi come l’UEFA, aiuta a creare una “mappatura” delle attività a sostegno dell’inclusione sociale dei rifugiati.

Il Parlamento ha affrontato questioni come la parità di genere nello sport, l’integrazione nel mercato del lavoro e l’inclusione sociale dei rifugiati. Inoltre è attivo nella lotta alle partite truccate e alla corruzione nello sport. L’importanza dello sport nel settore del turismo venne riconosciuto dal Parlamento europeo come una opportunità per richiamare turisti da regioni periferiche grazie a numerosi eventi sportivi.

Articolo scelto ed elaborato da Matteo Tognella, in Alternanza Scuola-Lavoro presso Europe Direct Verona, in occasione del Giro d’Italia 2019

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

L’UE e il 2019

30 Gennaio 2019 | Posted in Notizie

Una panoramica sul 2019

Il 2019 sarà un anno importantissimo per l’Unione Europa. Il ventesimo anniversario della moneta unica, infatti cade in concomitanza con una serie di cambiamenti che toccheranno da vicino le istituzioni: in primo luogo, a Maggio si terranno le elezioni del Parlamento Europeo, le prime senza la Gran Bretagna, e a queste seguirà la selezione per una nuova Commissione Europea e per il nuovo presidente della Banca Centrale Europea, in quanto il 2019 vede anche la fine degli incarichi di Juncker, per la Commissione, e Mario Draghi, per la BCE.

Read more →

[Voti: 1    Media Voto: 5/5]

I negoziati per la Brexit

4 Dicembre 2018 | Posted in Notizie

I negoziati per la Brexit

Cos’è successo e cosa c’è di nuovo?

Il 23 giugno 2016 i cittadini del Regno Unito hanno votato per lasciare l’Unione Europea e il 29 Marzo 2017 il Regno Unito ha notificato formalmente al Consiglio, la propria intenzione di lasciare l’Unione Europea ex art. 50 del Trattato di Lisbona. Read more →

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

IL NUOVO BILANCIO DELL’UE

24 Luglio 2018 | Posted in Notizie

Un nuovo bilancio per l’unione dei 27.

 

La Commissione ha portato avanti un dibattito aperto ed inclusivo sul tema del bilancio,  ascoltando il Parlamento europeo , gli Stati membri, i parlamenti nazionali, i beneficiari dei finanziamenti dell’UE e gli altri portatori di interessi. Inoltre l’Istituzione ha analizzato, tramite alla revisione di spesa, i punti di forza e debolezza del bilancio precedente.

Read more →

[Voti: 1    Media Voto: 5/5]