L’EUROPA ATTORNO A NOI

13 Maggio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Giovani, Notizie

Abbiamo realizzato “l’Europa attorno a noi”, una serie di video sull’Unione Europea, la sua storia, i diritti e valori fondamentali e le Istituzioni. La serie è diretta sia agli studenti delle scuole superiori che a tutti i cittadini e le cittadine che vogliono conoscere un po’ di più l’Unione Europea.

Il primo video, uscito per la festa dell’Europa 2020, si chiama “La storia dell’UE in quattro punti” e riguarda il percorso storico dell’UE, dalla sua nascita ai giorni della Pandemia, visto però in quattro concetti chiave: la pace, una storia in divenire, un’Unione unita nella diversità e i progetti ambiziosi dell’UE.

#Europeday#Unioneeuropea

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#covid19 – la risposta dell’Europa – Webinar 9 Aprile 2020

6 Aprile 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Formazione e Lavoro, Giovani, Notizie

La risposta dell’UE al Coronavirus

Webinar – 9 Aprile 2020 – ore 10:00

Fin dallo scoppio dell’epidemia di coronavirus, la Commissione europea ha messo in campo una serie di iniziative per affrontare la crisi sanitaria e la crisi economica ad essa collegate. 

Trattandosi di un’emergenza senza precedenti, anche la risposta dell’Unione europea è senza precedenti. L’UE sta mobilitando tutti gli strumenti a sua disposizione per aiutare gli Stati membri a coordinare le loro risposte nazionali e per attenuare le conseguenze della pandemia, impegnandosi per assicurare le forniture necessarie ai sistemi sanitari, difendere i posti di lavoro, fornire un sostegno alle imprese e fare in modo che la liquidità del settore finanziario possa continuare a sostenere l’economia, consentire la piena flessibilità offerta nel quadro della disciplina degli aiuti di Stato e del patto di stabilità e crescita, finanziare la ricerca scientifica di emergenza per vaccini e terapie.

Inoltre, in questo periodo di crisi, in tutta l’Unione europea, i paesi, le regioni e le città stanno aiutando i paesi vicini e viene fornita assistenza ai più bisognosi: si donano dispositivi di protezione come le mascherine, si curano pazienti malati oltrefrontiera e si riportano a casa i cittadini rimasti isolati all’estero. Questa è l’espressione migliore della solidarietà europea.

Il webinar intende fornire una visione d’insieme delle misure adottate e in corso di adozione e un approfondimento sul riorientamento dei fondi strutturali europei ai fini dell’emergenza coronavirus.  Programma dell’evento: 

ore 10:00 – Saluti e accoglienza –  Claudia Salvi,  Europe Direct Roma Innovazione – Formez PA

ore 10:10  – Introduzione – Claudia De Stefanis,  Responsabile Comunicazione della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:20  – Coronavirus: le diverse aree di intervento delle istituzioni europee – Vito Borrelli, Capo f.f. della Rappresentanza in Italia della Commissione europea

ore 10:50  – L’iniziativa di investimento in risposta al coronavirus – Mauro Cappello,  Docente Università Roma Tre ed Università della Tuscia

ore 11:20 -11:30 Domande e risposte

Termine iscrizioni: Giovedì, 9 Aprile, 2020 – 09:00

Il Webinar è organizzato dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia in collaborazione con lo Europe Direct Roma Innovazione

Link iscrizione : Qui 
“Come iscriversi a un evento” Qui 

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#COVID-19: La Commissione Europea potenzia su tutti i fronti la sua azione di contrasto all’epidemia di Coronavirus.

11 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Dopo aver preso parte alla videoconferenza con i leader UE, la Presidente Von Der Leyen ha annunciato una serie di nuove misure per potenziare la risposta dell’Unione al Coronavirus su tutti i fronti. La Presidente Von Der Leyen ha dichiarato: “la crisi che stiamo affrontando a causa del Coronavirus ha sia una dimensione umana significativa, sia, potenzialmente, un forte impatto economico. Per questo è essenziale agire, collettivamente e con decisione, per contenere la diffusione del virus, aiutare i pazienti e per contrastare la ricaduta economica”. Ieri la Presidente Von Der Leyen ha telefonato al Premier Conte per esprimere la solidarietà dell’UE al popolo italiano e continuerà a confrontarsi con le autorità italiane in merito a misure specifiche da adottare per supportare il Paese. A livello UE la Commissione ha mobilitato 140 milioni di euro di risorse finanziarie, pubbliche e private, destinate a ricerca su vaccini, diagnosi e trattamenti. 

La Commissione, inoltre, rafforzerà il suo ruolo di coordinamento e terrà contatti giornalieri con i Ministri della Salute e dell’Interno dei vari Stati Membri, per poter discutere tutte le misure necessarie. Oltre a ciò, si sta facendo il punto sia rispetto alla disponibilità di Dispositivi di Protezione Individuale e apparecchi respiratori, sia rispetto alla capacità di produzione e distribuzione degli stessi. A tal fine, il Commissario Breton ha tenuto una videoconferenza con rappresentanti ad alto livello di grosse aziende UE produttrici di Dispositivi di Protezione Individuale, i quali hanno espresso la propria volontà di incrementarne la produzione, in modo da far fronte alla domanda sempre crescente. La prossima settimana si terrà una videoconferenza di aggiornamento rispetto a questo. 

Sul fronte economico, la Commissione istituirà un piano di investimenti in risposta al Coronavirus con lo scopo di canalizzare 25 miliardi di euro nel supporto diretto di sistemi sanitari nazionali,  PMI, mercati del lavoro e delle aree più vulnerabili dell’economia UE. Questa misura diminuirà la pressione dall’industria aeronautica, in particolare con riferimento alle compagnie aeree più piccole. Sono disponibili online un comunicato stampa con la lista di tutte le misure e una pagina web dedicata agli interventi dell’UE per l’epidemia di Coronavirus.

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#Brexit A breve l’inizio dei negoziati Futuro partenariato UE-Regno Unito

3 Marzo 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“È ora di mettersi al lavoro, il tempo stringe. Negozieremo con spirito di equità e in trasparenza, ma fino all’ultimo difenderemo gli interessi dell’UE e gli interessi dei nostri cittadini.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il contesto

Il 31 gennaio 2020 si è “ufficializzata” la Brexit, ovvero il Regno Unito è ufficialmente uscito dall’Unione europea. Le modalità del recesso stabilite dall’accordo prevedono un periodo di transizione durante il quale il diritto dell’Unione continua ad applicarsi al Regno Unito, almeno fino al 31 dicembre 2020.

La raccomandazione della Commissione europea

La Commissione europea ha adottato il 3 febbraio 2020 una raccomandazione rivolta al Consiglio dell’UE per autorizzare la Commissione stessa ad avviare formalmente i negoziati di un nuovo partenariato con il Regno Unito.

La raccomandazione trova la sua base nella dichiarazione politica approvata dall’UE e dal Regno Unito nell’ottobre 2019, nonché sugli orientamenti del Consiglio europeo (Articolo 50) sulle future relazioni UE-Regno Unito. Il Consiglio europeo, formato dai leader politici dei 27 stati membri e atto a formare le linee guida politiche dell’Unione, aveva infatti espresso la necessità di creare un partenariato quanto più stretto possibile con il Regno Unito, in particolare negli ambiti di cooperazione commerciale ed economica, lotta al terrorismo e alla criminalità internazionale, sicurezza, la difesa e la politica estera.

Si può considerare la raccomandazione della Commissione come il primo passo nell’iter negoziale.

La decisione del Consiglio: la Commissione è il negoziatore dell’UE.

Il 25 febbraio, in risposta alla raccomandazione, il Consiglio ha adottato la decisione che autorizza l’avvio di negoziati per un nuovo partenariato con il Regno Unito e che nomina formalmente la Commissione negoziatore dell’UE.

Il Consiglio ha inoltre adottato le direttive di negoziato che costituiscono il mandato della Commissione per i negoziati, delimitandone l’ambito e fissando i termini del futuro partenariato.

In primis, secondo tali direttive, è necessario garantire condizioni di parità per una concorrenza libera e leale tra l’UE ed il Regno Unito. Con riferimento agli ambiti di interesse, i negoziati dovranno occuparsi, oltre che dei sopracitati settori, anche di commercio digitale, proprietà intellettuale, appalti pubblici, mobilità, trasporti , energia, partecipazione ai programmi dell’Unione e altri ambiti di cooperazione tematica.

Le prossime tappe

L’avvio ufficiale dei negoziati con il Regno Unito è fissato per la settimana del 2 marzo 2020.

Fonti NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; PRESSCORNER DEL CONSIGLIO

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#Covid19 – Come si sta muovendo l’UE

27 Febbraio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

La Commissione si è attivata su più fronti per ridurre al minimo la diffusione del Coronavirus, con misure specifiche per l’Italia.

Un pacchetto di aiuti di 232 milioni di EUR

Il pacchetto di aiuti, del valore di 232 milioni di euro, sarà destinato a vari settori e sarà in parte disponibile fin da subito ed in parte allocato nei prossimi mesi. Nello specifico i fondi saranno differenziati così:

114 milioni sosterranno l’Organizzazione mondiale della sanità, in particolare il piano globale di preparazione e risposta a livello mondiale, al fine di rafforzare la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica nei paesi con sistemi sanitari deboli e una resilienza limitata.

15 milioni saranno assegnati all’Africa, anche all’Istituto Pasteur Dakar in Senegal, per sostenere misure quali la diagnosi rapida e la sorveglianza epidemiologica.

100 milioni per il contenimento e la prevenzione, di cui fino a 90 milioni di partenariato pubblico-privato con l’industria farmaceutica e 10 milioni per la ricerca epidemiologica, diagnostica, terapeutica e sulla gestione clinica.

3 milioni sono previsti per i voli di rimpatrio dei cittadini dell’UE da Wuhan.

Un piano d’azione coordinata

La Commissione Europea coordina gli stati membri attraverso tre meccanismi chiave : 1. il sistema di allarme rapido e di reazione ; 2. Comitato per la Sicurezza Sanitaria (CSS) 3. il network dei comunicatori del comitato per la sicurezza sanitaria.

Tali strumenti aiutano la cooperazione , il rapido scambio di informazioni e la pianificazione della risposta al Covid-19.

Una particolare attenzione all’Italia è riservata dalla Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare Stella Kyriakides che offre il massimo supporto alle autorità italiane, anche grazie ad una missione congiunta di esperti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e dell’Organizzazione mondiale della sanità che si recherà in Italia questa settimana.

Fonti : UE Press Corner ; Q&A sul Covid-19

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#Finanziamenti per le imprese

29 Gennaio 2020 | Posted in Finanziamenti indiretti, Giovani, Imprese, Notizie, Opportunità

Il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, detto sinteticamente FESR, è uno dei Fondi strutturali e di investimento europei il cui obiettivo è quello di finanziare progetti di sviluppo all’interno dell’Unione europea. Il POR FESR è gestito dalla Regione Veneto.

BANDI APERTI

BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INNOVAZIONE DA PARTE DELLE PMI

POR FESR 2014-2020  – Asse 1Azione 1.1.2 – Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese.

Chi sono i beneficiari
Micro, Piccole e Medie Imprese (PMI)

Dotazione finanziaria: 3.000.000 Euro (stanziamento di euro 1.000.000 per ciascun sportello)

Link al bando 

BANDO PER IL SOSTEGNO ALL’ACQUISTO DI SERVIZI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DA PARTE DELLE PMI.

POR FESR 2014-2020  – Asse 3 Azione 3.4.2. – Bando per il sostegno all’acquisto di servizi per l’internazionalizzazione da parte delle PMI

Chi sono i beneficiari: Micro, piccole e medie imprese (PMI); Consorzi con attività esterna, società consortili,società cooperative, contratti di «rete soggetto».

Dotazione finanziaria
3.000.000 euro

Link al bando 

BANDO PER IL SOSTEGNO A PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’EXPORT SVILUPPATI DA DISTRETTI INDUSTRIALI, RETI INNOVATIVE REGIONALI E AGGREGAZIONI DI IMPRESE.

POR FESR 2014-2020  – Asse 3Azione 3.4.1. – “Progetti di promozione dell’export destinati a imprese e loro forme aggregate individuate su base territoriale o settoriale”. 

Chi sono i beneficiari
Almeno 3 PMI, facenti parte di un Distretto Industriale, di una Rete Innovativa regionale, o riunite in Aggregazione di Imprese

Dotazione finanziaria
Lo stanziamento complessivamente previsto per il sostegno dei progetti è di euro 10.000.000, di cui euro 4.000.000 dedicati ai progetti che si riferiscono ai distretti industriali e alle reti innovative regionali ed euro 6.000.000 ai progetti presentati da aggregazioni di imprese.

Link al bando 

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#ambiente Un Green Deal Europeo

16 Gennaio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è stato presentato il 14 gennaio 2020 e mobiliterà i fondi dell’UE e agevolerà investimenti pubblici e privati, avvalendosi di InvestEu, con l’obiettivo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva.

Cos’è il Green Deal Europeo

Il piano di investimenti ha quattro obiettivi fondamentali:

Diventare climaticamente neutra entro il 2050
Proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento : verrà adottata una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale dell’inquinamento.
Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti : verranno proposti un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, e una strategia per la biodiversità. Quest’ultima sarà finalizzata a ridurre la perdita della biodiversità e a proteggere il lavoro fondamentale degli agricoltori europei.
Contribuire a una transizione giusta e inclusiva : poiché non tutte le regioni europee e gli Stati Membri partono dallo stesso punto, sarà necessario offrire ad alcuni un sostegno maggiore. Il Meccanismo per una Transazione Giusta si avvarrà di tre fonti di finanziamento: un “Fondo per la transizione equa” per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE e che concederà principalmente sovvenzioni alle regioni sostenendo PMI e lavoratori, un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

L’UE come leader mondiale , cos’è stato fatto finora e cosa succederà nel futuro.

L’UE è l’unica grande economia del mondo ad aver istituito un quadro legislativo in tutti i settori dell’economia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e tra il 1990 e il 2018, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 23 %, mentre l’economia è cresciuta del 61 %.

Di recente , inoltre l’UE ha adottato delle norme finalizzate a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso, che rappresenta il 70 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee.

Sulla base dell’accordo di Parigi, fondamentale per la lotta al cambiamento climatico, l’UE si pone ora come obiettivo quello di lavorare per una soluzione a livello mondiale, utilizzando a diplomazia, gli scambi e la cooperazione allo sviluppo per promuovere l’azione per il clima.

A riguardo l’UE ha, per il futuro, i seguenti obiettivi fondamentali:

– Collaborare con l’Africa al fine di porre il tema del clima e dell’ambiente al centro delle nostre relazioni; – dopo il vertice di Poznan istituire un’agenda verde per i Balcani occidentali che rispecchi il Green Deal;
– istituire partenariati in materia di ambiente, energia e clima con il partenariato orientale e il vicinato meridionale;
– instaurare Alleanze verdi con paesi e regioni partner dell’America latina, dei Caraibi, dell’Asia e del Pacifico.

Fonti

NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; UN GREEN DEAL EUROPEO

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Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

13 Novembre 2019 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Il 1° dicembre 2020 ricorrerà il 10° anniversario della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, diventata giuridicamente vincolante con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1° dicembre 2009.

Il valore della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea

I popoli d’Europa, nel creare tra loro un’unione sempre più stretta, hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Preambolo Carta dei Diritti fondamentali Dell’Unione Europea

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è  il codice dei diritti umani dell’UE ed è un documento giuridicamente vincolante dal 1° dicembre 2009, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona.

La Carta include diritti civili, politici, economici, sociali e culturali ed è composta da sette titoli che riguardano DIGNITÀ (Titolo I, Art. 1-5) , LIBERTÀ (Titolo II, Art. 6-19), UGUAGLIANZA (Titolo III, Art. 20-26) , SOLIDARIETÀ (Titolo IV, Art. 27-38) , CITTADINANZA (Titolo V, Art. 39-46) , GIUSTIZIA (Titolo VI, Art. 47-50) e le disposizioni generali.

Gli Stati membri hanno il dovere esplicito di promuovere l’applicazione della Carta e, nonostante la Carta si rivolga principalmente alla stessa UE e si applichi ex art. 51 «esclusivamente nell’attuazione del diritto dell’Unione», il diritto dell’Unione influisce direttamente o indirettamente su una parte significativa dell’elaborazione delle politiche e delle normative nazionali. Nonostante ciò la relazione sui diritti fondamentali che l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali ha elaborato nel 2019, come di consueto, ha mostrato gli Stati membri non valorizzino ancora a pieno la Carta, causando un deficit di politiche nazionali volte a promuovere la conoscenza e l’attuazione della Carta.

Anche la Commissione, nella sua relazione sulle modalità con cui le istituzioni dell’UE e gli Stati membri applicano la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea pubblicata ad inizio anno, ha sottolineato questo deficit pur notando un miglioramento e una maggiore sensibilità dei leader politici europei rispetto alla Carta.

Il futuro dell’Europa

Ieri, il 12 novembre, la Commissione europea, la presidenza finlandese del Consiglio dell’Unione europea e l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) hanno celebrato questo anniversario con una conferenza nella quale si è riflettuto su come migliorare l’uso e la conoscenza della Carta tra i cittadini dell’UE. I risultati confluiranno in una nuova strategia di attuazione della Carta, che la Commissione prevede di pubblicare nel 2020.

Vĕra Jourová, Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere, ha dichiarato:

In primo luogo, dobbiamo continuare a porre la dimensione umana al centro del lavoro legislativo e politico dell’UE.

In secondo luogo, vorrei migliorare l’accertamento sulla situazione attuale dei diritti fondamentali. Finora abbiamo svolto metà del lavoro, osservando come funziona a livello dell’UE, ma se vogliamo poter sfruttare concretamente i vantaggi della Carta per i cittadini, la chiave di volta si trova a livello degli Stati membri.

Terzo: l’applicazione effettiva dei diritti. Una volta compreso dove e quali sono i problemi, dobbiamo utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione, sia legali che politici, per garantire che i diritti siano lì per tutti. Dobbiamo esaminare l’intera catena di applicazione – dalla Commissione, ai tribunali e istituti per i diritti umani – per rafforzare gli anelli più deboli.

Quarto: dobbiamo valutare l’impatto delle tendenze attuali sull’applicazione dei diritti fondamentali. Ci sono infatti dei casi in cui sarebbe auspicabile una guida più sostanziale da parte nostra. Penso in particolare al mondo digitale poiché gli ultimi anni mostrano grandi sfide quando si tratta di difendere i diritti fondamentali online, quali ad esempio dignità, libertà di espressione o persino elezioni libere.

Infine, ma non meno importante, la consapevolezza dei diritti, ma lasciatemi sottolineare: dei diritti, piuttosto che solo della Carta stessa. Le persone devono sapere cosa c’è nel “libro”, non solo nella copertina, se vogliamo che lo usino efficacemente.

Vĕra Jourová

FONTI : la Carta in Italia ; Testo della Carta ; Comunicato Stampa decimo anniversario della Carta

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Ambiente – Oceani più puliti con l’UE

5 Novembre 2019 | Posted in Notizie

Dal 2014 ogni anno hanno luogo le conferenze “Il nostro oceano” (Our Ocean), che hanno come obiettivo quello di ricercare ed individuare soluzioni per affrontare le problematiche più significative riguardanti gli oceani, ovvero tutela dell’ambiente marino, inquinamento marino, effetti dei cambiamenti climatici e pesca sostenibile.

Quella di quest’anno si è tenuta a Oslo la scorsa settimana e, in questo contesto, l’UE ha preso 22 nuovi impegni per oceani puliti, in buona salute e sicuri, tali impegni, nello specifico fanno riferimento a 5 macro obiettivi:
• Sostenere la ricerca sugli oceani;
• Lottare contro l’inquinamento marino;
• Promuovere l’economia blu e l’innovazione;
• Unire le forze in tutto il mondo per ottenere maggiori risultati;
• Capire i cambiamenti climatici e adattarvisi.
La conferenza ha inoltre lanciato The Ocean Tracker, un sistema di monitoraggio atto a
seguire gli impegni assunti dai Governi in questo ambito.
Fonti: ec.europa.eu

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Parità – Giornata per la parità retributiva.

4 Novembre 2019 | Posted in Notizie

[Parità] Giornata per la parità retributiva

La trasparenza retributiva, assieme ad altre soluzioni come una ripartizione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne (resa possibile dalla nuova direttiva dell’UE sul congedo parentale e per i prestatori di assistenza) ci aiuterebbe a intervenire sulle cause profonde della disparità retributiva tra uomini e donne. […] Dobbiamo continuare a batterci contro la disparità retributiva tra uomini e donne allo scopo di ottenere una manodopera più efficace e una società più equa

[dichiarazione congiunta di Frans Timmermans, primo vicepresidente, Marianne Thyssen, commissaria responsabile per l’occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori e Věra Jourová, commissaria responsabile per la giustizia, i consumatori e la parità di genere]

La Giornata europea per la parità retributiva cade il 4 novembre: la data è simbolica e sta ad indicare il giorno a partire dal quale le donne cessano di essere remunerate rispetto ai colleghi maschi per lo stesso lavoro.

La Parità Retributiva e l’UE

Per quanto riguarda la parità retributiva, c’è stato un lieve miglioramento (0,2%) rispetto al 2019, ma le donne dell’Unione europea continuano a guadagnare in media il 16% meno degli uomini.
Il divario retributivo è dovuto a diverse cause e fattori: le donne lavorano più di frequente a tempo parziale, nelle aziende spesso si scontrano con il “soffitto di cristallo” causato da stereotipi e discriminazioni, o, spesso, spetta in primis a loro occuparsi della famiglia.
Nel 2017 la Commissione ha avviato un piano d’azione dell’UE per contrastare il divario retributivo di genere, questo, tra l’altro, vuole anche migliorare la trasparenza retributiva, in modo da comprendere al meglio il peso delle varie cause del fenomeno, e poterlo arginare al meglio. Online, si trovano inoltre i risultati della consultazione pubblica, portata avanti dalla Commissione nel febbraio del 2019 e riguardante il funzionamento delle norme europee sulla parità retributiva.

La Parità di genere e l’UE

Trattato CEE 1957 – Art 119 del trattato CEE tutelava le donne come lavoratrici. Con la Comunità Economica Europea, era prevista una tutela per le donne all’Articolo 119 del trattato CEE. Pur presentando dei limiti, in quanto l’articolo riguardava solamente le donne come lavoratrici senza offrire loro una tutela più ampia, è un articolo importante in quanto è stato la base negli anni 70 della sentenza Defrenne.
Anni ’70 – Sentenza Defrenne. La sentenza riconosceva i diritti di una lavoratrice
Belga nei confronti di una compagnia aerea, aprendo la strada per l’implementazione di alcune direttive mirate a proteggere le donne lavoratrici, specificamente a riguardo della parità salariale.
Anni ’80 – 1982 – 1985 varato il primo programma d’azione pluriennale per le
pari opportunità
.
Anni ’90 – Tutela della donne anche in campo economico, sociale e sanitario.
Nel corso degli anni ’90, le donne iniziano a ricevere delle tutele non più solamente in quanto lavoratrici ma anche nella loro sfera sociale economica e sanitaria e nel 1999 viene istituita la Commissione permanente per i diritti delle donne e delle pari opportunità. Molti sostengono che questo cambio di atteggiamento sia in gran parte dovuto all’ingresso di Svezia e Finlandia nell’Unione poiché all’epoca erano paesi molto all’avanguardia con riferimento alle pari opportunità.
Anni 2000 – Trattato di Lisbona. Il Trattato sulla Unione Europea, all’articolo 2, considera la parità tra i sessi come uno dei valori fondanti. La parità è anche citata nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea che all’articolo 21 vieta qualsiasi forma di discriminazione anche sulla base del sesso e all’articolo 23 sancisce la necessità di promuovere la parità di genere in tutti i campi anche se comunque specifica che questo non osta all’adozione di norme o misure che prevedano dei vantaggi specifici al sesso sottorappresentato.
Strategia per la parità tra uomini e donne 2010 – 2015, i cui punti sono stati rinnovati anche nel più recente Impegno strategico della Commissione per la parità di genere (Impegno Strategico a favore della parità di genere 2016-2019).
Questo documento dimostra come la Commissione si sia impegnata in 5 punti chiave: 1. accrescere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e garantire una pari indipendenza economica per donne e uomini; 2. ridurre il divario di genere in termini di retribuzioni , introiti e pensioni e combattere la povertà tra donne; 3. promuove la parità nel processo decisionale quindi facendo riferimento alla presenza di donne con incarichi di potere nelle imprese; 4. lottare contro la violenza di genere e sostenere le vittime; 5. promuovere la parità di genere e i diritti delle donne in tutto il mondo.
Inoltre questo impegno strategico prevede anche il gender mainstreaming o integrazione di genere. Con questo concetto si intende incorporare questo valore di parità in tutte le politiche portate avanti dall’Unione, non solamente quelle riguardanti questo soggetto nello specifico.

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