Piano europeo di lotta contro il cancro

9 Febbraio 2021 | Posted in Diritti Fondamentali, Finanziamenti diretti, Finanziamenti indiretti, Notizie

Il 3 febbraio la Commissione ha presentato l’attesissimo “Piano europeo di lotta contro il cancro“, il cui scopo è quello di introdurre un nuovo approccio dell’UE alla prevenzione, alla cura e all’assistenza del cancro. Questo dimostra come, nonostante gli sforzi senza precedenti fatti dall’UE nella lotta al COVID-19, l’Unione rimanga un attore puntuale ed importante anche in altri ambiti relativi alla sanità.

Contesto

Oggi gli Europei rappresentano un decimo della popolazione mondiale, ma anche un quarto dei casi di cancro nel mondo. È stato stimato che senza un’azione decisiva in tal senso, i casi di cancro nell’UE sono destinati ad aumentare di oltre il 24% entro il 2035.

Tale malattia tocca non solamente la sfera umana e di salute dei pazienti e dei loro cari, ma grava anche sui sistemi sanitari, sull’economia e sulla società in generale: è stimato che l’impatto economico complessivo del cancro in Europa superi i 100 miliardi di euro all’anno. Oltre a tutto ciò, la pandemia di COVID-19 ha avuto delle gravi ricadute anche sull’assistenza oncologica, frenando le attività di prevenzione e i trattamenti, ritardando le diagnosi e vaccinazioni e ostacolando l’accesso ai medicinali.

Sono decenni che l’Unione porta avanti l’impegno per contrastare il cancro. Le sue azioni – in particolare quelle di lotta al tabagismo e di protezione dalle sostanze pericolose – hanno salvato e allungato la vita di molti europei. Nonostante ciò, però, l’ultimo piano d’azione globale europeo contro il cancro risale ai primi anni Novanta. Da allora le terapie hanno fatto grandi passi avanti, anche grazie al sostegno alla ricerca e allo sviluppo finanziato dal bilancio dell’UE, sia dal punto di vista della medicina personalizzata che da quello delle innovazioni tecnologiche.

Piano europeo di lotta contro il cancro: un nuovo approccio dell’UE in materia di prevenzione, trattamento e assistenza.

Un’Unione Europea della salute forte è un’Unione in cui i cittadini sono protetti dai tumori evitabili e hanno accesso allo screening e alla diagnosi precoce, e in cui tutti possono contare su un’assistenza di alta qualità in ogni fase del decorso. È proprio questo che ci prefiggiamo con questo piano: avere un impatto tangibile sulla cura del cancro nei prossimi anni. Per me si tratta di un impegno personale oltre che politico.

Stella Kyriakides, Commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare

Il Piano europeo di lotta contro il cancro è la risposta dell’UE alle esigenze sopra menzionate. Il piano riflette una politica che si impegna a non lasciare nulla di intentato per agire contro il cancro. Usufruendo della capacitò dell’UE di mobilitare il potere collettivo e di guidare il cambiamento a vantaggio dei cittadini, il Piano europeo di lotta contro il cancro prevede azioni concrete e ambiziose che andranno a sostenere, coordinare e integrare gli sforzi e le politiche degli Stati membri, per ridurre le sofferenze causate dal cancro. La colonna portante di tale piano è, come sottolineato dalla Commissione, è la salvaguardia della salute della persona: gli interessi e il benessere dei pazienti e delle loro famiglie, così come anche quelli della popolazione in generale, sono stati posti al centro in ogni fase del percorso.

Un’ampia gamma di politiche dell’UE sosterrà il Piano, attraverso la digitalizzazione, la ricerca e l’innovazione come punti di partenza per un nuovo approccio alla cura del cancro nell’UE. Il Piano prevede numerose azioni in settori strategici: dall’occupazione all’istruzione, fino alla politica sociale e all’uguaglianza, passando per commercio, agricoltura, energia, ambiente, clima, trasporti, politica di coesione e fiscalità.

Tale piano verrà attuato utilizzando l’intera gamma di strumenti e programmi di finanziamento della Commissione europea, per un totale di 4 miliardi di € destinati ad azioni di lotta contro il cancro e provenienti dal programma EU4Health, da Orizzonte Europa e dal programma Europa digitale, solo per citarne alcuni.

Il piano si articola in quattro aree d’intervento fondamentali:

  • Prevenzione, attraverso azioni finalizzate ad arginare i principali fattori di rischio, a promuovere l’alimentazione sana e l’attività fisica (es.la campagna “HealthyLifestyle4All”) e ad aumentare considerevolmente la copertura vaccinale, per prevenire i tumori causati da infezioni.
  • Individuazione precoce, migliorando l’accesso e la qualità della diagnostica.
  • Diagnosi e trattamento, mediante azioni volte a offrire una migliore assistenza integrata e completa e a correggere le disparità di accesso a cure e medicinali di alta qualità.
  • Miglioramento della qualità della vita dei malati di cancro e dei sopravvissuti, compresi gli aspetti di riabilitazione e di possibile recidiva o metastasi, e misure per facilitare l’integrazione sociale e il reinserimento lavorativo.

Verrà inoltre creato un centro di conoscenze sul cancro, atto a coordinare le iniziative scientifiche e tecniche a livello dell’UE, e sarà portata avanti un’iniziativa europea sulla diagnostica per immagini (imaging) dei tumori, per far progredire la medicina personalizzata e le soluzioni innovative. Il Piano presta anche particolare attenzione ai più piccoli, grazie a un’iniziativa per aiutare i bambini affetti da cancro.

Fonte: EU Press Corner, il Piano europeo di lotta contro il cancro – testo integrale

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#SOTEU20 Discorso sullo stato dell’Unione

8 Ottobre 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

“Negli ultimi mesi abbiamo riscoperto il valore di ciò che ci accomuna. Come individui abbiamo tutti sacrificato parte della nostra libertà personale per la sicurezza degli altri. Come Unione abbiamo tutti condiviso parte della nostra sovranità per il bene comune. Le paure e le divisioni tra gli Stati membri hanno ceduto il posto alla fiducia nella nostra Unione. Abbiamo dimostrato cosa si può realizzare se ci fidiamo gli uni degli altri, se ci fidiamo delle nostre istituzioni europee. Scegliamo così non solo di riparare e recuperare l’esistente, ma di plasmare un modo migliore di vivere il mondo di domani.”

Ursula Von Der Leyen, Presidente Commissione Europea

IL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE: COS’È?

Il discorso annuale sullo stato dell’Unione, istituito dal Trattato di Lisbona, è il discorso principale del presidente della Commissione Europea al Parlamento Europeo durante la sessione plenaria del mese di settembre. Il discorso sullo Stato dell’Unione, seguito poi da un dibattito, è un’occasione fondamentale in cui viene in cui il Presidente fa il punto della situazione per l’anno appena trascorso e presenta le priorità per l’anno successivo. Il Presidente illustra inoltre in che modo la Commissione affronterà le sfide più urgenti per l’Unione europea e presenta le idee per plasmare il futuro dell’UE.

DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE 2020

Il 16 settembre 2020 la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen ha pronunciato il Discorso sullo Stato dell’Unione 2020 (#SOTEU2020), in cui ha indicato i risultati raggiunti durante il 2020 e ha illustrato le priorità e le sfide che l’Unione europea dovrà affrontare il prossimo anno.
Nel suo primo SOTEU la Presidente ha portato avanti la sua visione dell’Unione Europea, che deve emergere più forte dalla pandemia e assumere un ruolo centrale e vitale a livello internazionale.
La Presidente infatti ha sottolineato come questa sia l’occasione per far si che i cambiamenti in Europa “siano dettati da progettualità – e non da una calamità o dal volere di altri paesi”. Di conseguenza si pone al centro dell’azione dell’UE il piano NextGenerationEU che interverrà per sostenere la ripresa degli Stati Membri, per rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati e per trarre insegnamento dalla crisi; il piano quindi non ha solo l’obbiettivo di uscire dalla crisi, ma anche di raggiungere la trasformazione verde e digitale.

I Punti salienti del discorso sono i seguenti:

La risposta al coronavirus e la protezione della salute europea nel futuro

La Presidente ha affermato la necessità di creare un’unione sanitaria europea più forte, traendo insegnamento da quanto emerso negli ultimi mesi, rafforzando la preparazione dell’Unione e gestione delle gravi minacce per la salute a carattere transfrontaliero, che siano di origine naturale o provocate dall’uomo.

La Presidente vuole adempiere a tali obiettivi con i mezzi seguenti:

  • si vuole adeguare il Programma EU4Health alle esigenze future e finanziarlo debitamente;
  • si vuole rafforzare e potenziare l’Agenzia europea per i medicinali (EMA);
  • si vuole rafforzare e potenziare il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC);
  • si vuole istituire BARDA, un’agenzia biomedica di ricerca e sviluppo avanzati europea sullo stile di quella statunitense.
Un’Unione che protegge

La Presidente Von der Leyen ha sottolineato l’importanza di rafforzare l’economia sociale di mercato europea e di proteggere i lavoratori e le imprese dagli shock esterni, promettendo di proporre un quadro giuridico per fissare dei salari minimi e proprio per questo motivo la Commissione ha varato il programma SURE, ovvero il sistema di cassa integrazione europea.
La Presidente inoltre, sottolineando come nell’UE la dignità del lavoro sia intoccabile, ha annunciato che la Commissione presenterà una proposta legislativa per sostenere gli Stati membri nella creazione di un quadro per il salario minimo. Tutti devono poter accedere a salari minimi, che sia attraverso contratti collettivi o salari minimi legali, naturalmente nel pieno rispetto di competenze e tradizioni nazionali.

Green Deal europeo: ridurre le emissioni di almeno il 55 % entro il 2030

La Presidente ha dichiarato che la Commissione europea si propone di incrementare l’obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030 dal 40 % ad almeno il 55 %. Ciò metterà l’UE sulla buona strada per conseguire la neutralità climatica entro il 2050 e per rispettare gli obblighi derivanti dall’accordo di Parigi. Il meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera contribuirà a garantire che altri seguano l’esempio europeo.
La Presidente inoltre ha annunciato sia che il 30% dei 750 miliardi di euro del budget dell’iniziativa NextGenerationEU sarà raccolto attraverso obbligazioni verdi, sia che NextGenerationEU dovrebbe investire nei progetti faro europei di maggiore impatto: idrogeno, ristrutturazioni e un milione di punti di ricarica per veicoli elettrici.
La Presidente ha sottolineato come questo non sia solo un progetto ambientale o economico ma deve essere anche un progetto culturale europeo. Lei ha parlato di una nuova “Bauhaus europea”, vale a dire una piattaforma di co-creazione per architetti, ingegneri e progettisti, per lanciare lo stile architettonico dei nostri tempi, che rispecchi le nostre aspirazioni di rendere l’Europa il primo continente climaticamente neutro.

Il decennio digitale europeo

La Presidente ha sottolineato il bisogno di un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi chiaramente definiti per il 2030 in ambiti come la connettività, le competenze e i servizi pubblici digitali, seguendo principi chiari, quali: il diritto alla privacy e alla connettività, la libertà di espressione, la libera circolazione dei dati e la cibersicurezza. È infatti necessario che sia l’Europa a guidare il processo di digitalizzazione, altrimenti sarà costretta a seguire la strada tracciata da altri, che fisseranno gli standard per noi.

Un’Unione vitale in un mondo fragile

La Presidente ha sottolineato come la pandemia abbia evidenziato la fragilità del sistema globale e l’importanza della cooperazione per affrontare le sfide collettive.
L’obiettivo dell’Unione ora è quello di rilanciare e riformare il sistema multilaterale, che comprende le Nazioni Unite, l’OMC e l’OMS. Si è impegnata affinché la Commissione europea presenti una “legge Magnitsky” europea, esortando gli Stati membri ad adottare il voto a maggioranza qualificata sulle relazioni esterne “almeno per quanto riguarda l’applicazione delle sanzioni relative ai diritti umani”.

Un nuovo Patto sulla migrazione

La Commissione presenterà il Nuovo Patto sulle Migrazioni, con un approccio basato sull’umanità sulla solidarietà e una “distinzione tra coloro che hanno il diritto di rimanere e coloro che questo diritto non ce l’hanno”. La Presidente ha affermato che la migrazione è una sfida europea e tutta l’Europa deve impegnarsi e fare la sua parte.

Lotta contro il razzismo, i crimini d’odio e la discriminazione

La Presidente von der Leyen ha annunciato che la Commissione presenterà un piano d’azione europeo contro il razzismo, rafforzerà le leggi sull’uguaglianza razziale ed estenderà l’elenco dei reati a livello europeo a tutte le forme di crimini d’odio e di incitamento all’odio, siano essi basati su razza, religione, genere o sessualità. La Commissione nominerà inoltre il suo primo coordinatore antirazzismo in assoluto. La Commissione nominerà inoltre il suo primo coordinatore antirazzismo e presenterà una strategia per rafforzare i diritti delle persone LGBTQI.

Il discorso della Presidente von der Leyen è stato accompagnato da una “lettera di intenti”. Tale lettera è indirizzata al Presidente del Parlamento europeo David Sassoli e alla Cancelliera tedesca Angela Merkel, attuale Presidente di turno del Consiglio e riporta un elenco delle iniziative che la Commissione europea intende portare avanti nel corso del prossimo anno, al fine di conseguire gli obiettivi indicati nel discorso

Per leggere il discorso sullo stato dell’Unione: Stato dell’Unione 2020

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#ambiente Un Green Deal Europeo

16 Gennaio 2020 | Posted in Diritti Fondamentali, Notizie

Al centro del Green Deal europeo, che racchiude la nostra visione per un’Europa climaticamente neutra entro il 2050, ci sono le persone. La trasformazione che ci si prospetta è senza precedenti e avrà successo solo se è giusta e va a beneficio di tutti. Sosterremo le popolazioni e le regioni chiamate a compiere gli sforzi maggiori affinché nessuno sia lasciato indietro. Il Green Deal comporta un ingente fabbisogno di investimenti, che trasformeremo in opportunità di investimento. Il piano presentato oggi, finalizzato a mobilitare almeno 1 000 miliardi di €, indicherà la rotta da seguire e provocherà un’ondata di investimenti verdi.”

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

Il piano di investimenti del Green Deal europeo

Il piano di investimenti del Green Deal europeo è stato presentato il 14 gennaio 2020 e mobiliterà i fondi dell’UE e agevolerà investimenti pubblici e privati, avvalendosi di InvestEu, con l’obiettivo della transizione verso un’economia climaticamente neutra, verde, competitiva e inclusiva.

Cos’è il Green Deal Europeo

Il piano di investimenti ha quattro obiettivi fondamentali:

Diventare climaticamente neutra entro il 2050
Proteggere vite umane, animali e piante riducendo l’inquinamento : verrà adottata una strategia trasversale per proteggere la salute dei cittadini dal degrado ambientale dell’inquinamento.
Aiutare le imprese a diventare leader mondiali nel campo delle tecnologie e dei prodotti puliti : verranno proposti un nuovo piano d’azione per l’economia circolare, e una strategia per la biodiversità. Quest’ultima sarà finalizzata a ridurre la perdita della biodiversità e a proteggere il lavoro fondamentale degli agricoltori europei.
Contribuire a una transizione giusta e inclusiva : poiché non tutte le regioni europee e gli Stati Membri partono dallo stesso punto, sarà necessario offrire ad alcuni un sostegno maggiore. Il Meccanismo per una Transazione Giusta si avvarrà di tre fonti di finanziamento: un “Fondo per la transizione equa” per il quale saranno stanziati 7,5 miliardi di € di nuovi fondi UE e che concederà principalmente sovvenzioni alle regioni sostenendo PMI e lavoratori, un sistema specifico per una transizione giusta nell’ambito di InvestEU e uno strumento di prestito per il settore pubblico in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti, sostenuto dal bilancio dell’UE, che dovrebbe mobilitare investimenti compresi tra 25 e 30 miliardi di €.

L’UE come leader mondiale , cos’è stato fatto finora e cosa succederà nel futuro.

L’UE è l’unica grande economia del mondo ad aver istituito un quadro legislativo in tutti i settori dell’economia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e tra il 1990 e il 2018, le emissioni di gas a effetto serra sono diminuite del 23 %, mentre l’economia è cresciuta del 61 %.

Di recente , inoltre l’UE ha adottato delle norme finalizzate a ridurre drasticamente l’uso della plastica monouso, che rappresenta il 70 % dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge europee.

Sulla base dell’accordo di Parigi, fondamentale per la lotta al cambiamento climatico, l’UE si pone ora come obiettivo quello di lavorare per una soluzione a livello mondiale, utilizzando a diplomazia, gli scambi e la cooperazione allo sviluppo per promuovere l’azione per il clima.

A riguardo l’UE ha, per il futuro, i seguenti obiettivi fondamentali:

– Collaborare con l’Africa al fine di porre il tema del clima e dell’ambiente al centro delle nostre relazioni; – dopo il vertice di Poznan istituire un’agenda verde per i Balcani occidentali che rispecchi il Green Deal;
– istituire partenariati in materia di ambiente, energia e clima con il partenariato orientale e il vicinato meridionale;
– instaurare Alleanze verdi con paesi e regioni partner dell’America latina, dei Caraibi, dell’Asia e del Pacifico.

Fonti

NEWS COMMISSIONE EUROPEA ; UN GREEN DEAL EUROPEO

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